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Dvb-T2 attivo dal 2022

Lo standard di trasmissione del digitale terrestre attivo oggi è il Dvb-T, dal 2021 però le cose cambieranno e si passerà gradualmente al Dvb-T2.

Se non si conoscono le caratteristiche tecniche del proprio televisore/decoder e si vuole capire se quest’ultimi sono idonei alla gestione del nuovo standard, basta fare il seguente test:

  • risintonizza i canali;
  • vai al canale 100 (RAI), oppure al Canale 200 (Mediaset);
  • almeno in una dei due canali deve comparire la scritta TestHEVCMain10:

Se il televisore/decoder attualmente in uso non fosse in grado di sintonizzare entrambi i canali 100 e 200, se lo schermo risultasse completamente nero o se venissero visualizzati messaggi circa l’indisponibilità dei canali, significa che il TV non è compatibile DVB T2 HEVC a 10 bit.
Su un televisore/decoder con supporto HEVC a 8 bit, infatti, dopo lo switch off si vedrà schermo nero.

Va detto che a livello locale, a seconda della zona di residenza, i canali 100 e 200 potrebbero essere occupati anche da altre emittenti. In fase di sintonizzazione risolvere il conflitto optando eventualmente, se disponibile, per il “cartello” di test.

Dal 2021 al 2022 gli operatori televisivi sono chiamati ad abbracciare lo standard DVB T2 e la codifica HEVC.
Dal 30.06.2022 chi non avrà aggiornato i propri sistemi e utilizzerà TV e apparecchi non compatibili con DVB T2 HEVC ma soltanto DVB-T MPEG4 non potrà più ricevere il segnale perché lo switch off sarà contestuale all’attivazione della nuova modalità trasmissiva.

Quali miglioramenti porta il Dvb-T2?

La nuova versione del digitale terrestre, consentirà un aumento della qualità visiva e sonora, oltre a più contenuti in alta e altissima definizione. C’è da sottolineare che nel nostro Paese il passaggio al nuovo standard comprenderà, come detto, anche l’adozione del codec HEVC (High Efficiency Video Coding), che supporta l’ultra definizione delle immagini fino a 8192×4320 pixel. (l’8k, per intenderci meglio).

Esempio di un filmato in 8K, chiaramente per poterlo vedere in Full HD, 4K, 8k, bisogna avere televisori o monitor idonei.

 


Riparte AWARE. Parte il secondo studio sulle NDE…

Il progetto della seconda fase dello studio AWARE è ora disponibile sul sito web della rete clinica Research UK. Ovviamente é una gran bella notizia e dimostra che questa importante ricerca sta andando avanti e che a un certo punto in futuro più dati emergeranno sui tentativi di catturare le NDE con metodologie più  efficaci. Questo ultimo punto è certamente qualcosa che sembra essere stato affrontato nel nuovo disegno dello studio. Nel primo studio sono stati notati problemi statistici e cioè che a causa del fatto che nella piccola percentuale di persone che sopravvivono ad un arresto cardiaco, solo il 10% dice di aver avuto un qualsiasi tipo di NDE e di queste solo il 25% ha una Out Of Body Experience, perciò il  numero necessario per convalidare una OBE sarebbe enorme. Questo problema è amplificato dal fatto che nello studio AWARE originale meno della metà dei soggetti si trovava in aree con immagini di convalida, quindi, anche se qualcuno ha riportato una NDE con una OBE, le possibilità di vedere una immagine erano estremamente basse. Il Pronto Soccorso ed il personale di ricerca saranno avvisati che, in caso di arresti cardiaci, saranno dotati di dispositivi di controllo dell’ossigenazione cerebrale portatili e di un tablet che mostra le immagini verso l’alto, sopra al paziente, mentre la rianimazione è in corso. Le misurazioni ottenute durante l’arresto cardiaco saranno utilizzate per confrontare i dati di tutti i pazienti con arresto cardiaco indipendentemente dal fatto che sopravvivano o muoiano. I sopravvissuti saranno poi seguiti e con il loro consenso saranno interrogati durante interviste registrate.

Questa soluzione è un po’ come la famosa storia di Maometto che va alla montagna ed ha le potenzialità per risolvere molti dei problemi incontrati nel primo studio. In questo modo, dove esiste un gruppo di ricerca, grazie ai tablets, si  cancella immediatamente il problema di avere  sufficienti postazioni con le immagini su monitor fissi. Tuttavia non vi è la certezza assoluta che il soggetto possa sperimentare la OBE dalla prospettiva di essere direttamente sopra se stesso e quindi vedere le immagini sul tablet. Anche se questo è di solito il punto di visualizzazione durante una uscita fuori dal corpo, non è certo che accada sempre così, quindi potremmo ottenere racconti frustranti da qualcuno che ha, sì, una OBE, ma restando in piedi in un angolo e quindi non in grado di riferire quali immagini scorressero sui tablet.  Inoltre, possiamo immaginare che ci dovrà essere un notevole sforzo di formazione necessaria per i ricercatori ed anche una grande quantità di collaborazione dei vari team di rianimazione la cui priorità immediata è far rivivere il paziente. Tuttavia, questo nuovo metodo ha vantaggi significativi rispetto a quelli utilizzati nel primo studio in cui i monitor erano fissi e quindi dovrebbe avere una maggiore probabilità di convalida senza reclutare decine di migliaia di pazienti.
Lo studio infatti mira a iscrivere 900-1500 soggetti entro la fine di Maggio 2016 e sarà uno studio internazionale multicentrico come AWARE. Auguriamo la miglior fortuna ai Ricercatori nel loro sforzo teso a convalidare le NDE e le esperienze extracorporee, e ci congratuliamo con il Dott Parnia e i suoi colleghi per il loro ingegno e tenacia.


Con Chrome si viaggia nello spazio

Interessante strumento messo a disposizione dalla Google…

si viaggia tra le stelle ed i pianeti dell’Universo con una bella grafica  e la possibilità di spaziare “senza confini”.
Per viaggiare nello spazio tra pianeti e costellazioni è sufficiente utilizzare il browser Chrome. Un’esperienza grafica davvero molto interessante, con la possibilità di navigare tra le stelle ed i pianeti con il semplice movimento del mouse, il tutto integrato con informazioni astronomiche multimediali.

Studio Aware, c’è la prova della vita dopo la morte

Questa volta ci siamo, i risultati del più grande studio sulle esperienze di premorte è stato pubblicato:

c’è la prova della vita dopo la morte

titola in terza pagina oggi il Daily Telegraph , che riporta uno studio dell’Università di Southampton che in quattro anni ha studiato i casi di oltre 2mila infartuati gravi fra Regno Unito, Stati Uniti e Austria. Di questi, 330 sono sopravvissuti e 140 hanno parlato, una volta tornati alla normalità funzionale, di esperienze assai “singolari”.

Così, secondo gli accademici, il 40% di chi risulta clinicamente morto per pochi minuti e poi viene “riportato in vita” ha raccontato di aver avuto consapevolezza di sé in quegli istanti in cui il cuore aveva smesso di battere.

Una sorta di “coscienza aumentata”, dicono ora gli studiosi dell’Università britannica, che riportano in particolare il caso di un’infermiera 57enne del sud dell’Inghilterra che ha raccontato esattamente che cosa fosse successo nella stanza nei minuti successivi al blocco del suo apparato circolatorio. I risultati sono stati pubblicati anche sul giornale Resuscitation ed è una delle prime volte che un’università pubblica effettua uno studio di questo tipo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Rianimazione.

Sommario:

“7 ottobre 2014Source: Università di SouthamptonSummary: I risultati di uno studio internazionale di quattro anni di 2.060 casi di arresto cardiaco in 15 ospedali conclude quanto segue. I temi relativi alla esperienza della morte appaiono di gran lunga più ampio di quello che è stato capito fino ad ora, o ciò che è stato descritto come cosiddette esperienze di pre-morte. In alcuni casi di arresto cardiaco, i ricordi di consapevolezza visiva compatibili con così chiamati fuori dal corpo esperienze possono corrispondere con eventi reali. Una percentuale più elevata di persone possono avere esperienze di morte vivide, ma non li ricordo a causa degli effetti di lesioni cerebrali o di farmaci sedativi in circuiti di memoria. Ampiamente usato ancora scientificamente termini imprecisi, come pre-morte e di esperienze fuori dal corpo, non può essere sufficiente per descrivere l’esperienza reale della morte. L’esperienza ricordata di morte merita una vera e propria inchiesta senza pregiudizi.”

Il dottor Jerry Nolan, Editor-in-Chief di rianimazione ha detto: “Il dottor Parnia ei suoi colleghi vanno le nostre congratulazioni per il completamento di uno studio affascinante che aprirà la porta a più ampie ricerche in ciò che accade quando si muore.”

Queste le strabilianti conclusioni dello “Studio Aware” condotto dal Dr. Sam Parnia esaminando più di 2000 casi di persone che avevano sofferto un arresto cardiaco in 15 ospedali in Gran Bretagna, Usa e Austria. E’ emerso che il 40% dei sopravvissuti avevano “ricordi” nei minuti in cui erano clinicamente morti. L’Università di Southampton ha affrontato in modo scientifico questa possibilità scoprendo che una qualche forma di “consapevolezza” può continuare anche dopo che il cervello ha cessato di funzionare del tutto. Si tratta di una teoria controversa che fino ad ora ha sollevato molto scetticismo, ma gli scienziati inglesi, dopo quattro anni hanno fornito risultati molto interessanti.
E’ emerso che circa il 40% dei sopravvissuti avevano “ricordi” di quella esperienza nei minuti in cui erano clinicamente morti. Un 57enne di Southampton ha detto di aver vissuto una sorta di esperienza extracorporea, e di aver assistito alle azioni dei medici che cercavano di rianimarlo. “Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore smette di battere – ha detto Sam Parnia, ricercatore che ha guidato lo studio – Ma in questo caso la consapevolezza cosciente sembra essere rimasta attiva fino a tre minuti dopo che il cuore non funzionava più, anche se il cervello di solito “si spegne” dopo 20-30 secondi da quando il cuore si ferma”. Notevole il caso di un paziente che ha avuto un’attendibile OBE e che ha riferito particolari verificabili: per la prima volta, è stato possibile correlare il suo racconto con un preciso segnale acustico L’uomo ha descritto tutto quello che era accaduto nella stanza, ma fatto molto importante, ha sentito due bip da una macchina che fa un rumore a intervalli di tre minuti.
“Così abbiamo potuto cronometrare quanto tempo l’esperienza è durata “,
ha aggiunto Parnia. “Sembrava molto credibile e tutto ciò che egli ha detto che gli era accaduto era realmente accaduto. ”
Gli scienziati hanno esaminato 2.060 pazienti con arresto cardiaco. Dei 330 sopravvissuti, 140 dicono di aver ravvisato un qualche tipo di consapevolezzamentre venivano rianimati. Uno su cinque ha detto di aver provato un senso di tranquillità, altri di aver visto una luce brillante ed una sensazione di tempo accelerato o rallentato, mentre altri hanno descritto la sensazione di annegamento o di essere immerso in acqua.Parnia afferma che molte più persone dovrebbero avere esperienze simili, quando vicine alla morte, ma i farmaci usati in rianimazione possono impedire loro di ricordare l’esperienza.

Riflessioni personali sullo studio Aware:

1. Un caso è stato convalidato e temporizzato con stimoli uditivi durante l’arresto cardiaco il Dr Parnia ha concluso :  ” Questo è importante , dal momento che è stato spesso ipotizzato che le esperienze in relazione alla morte sono probabili allucinazioni o illusioni , osservati prima che il cuore si ferma o dopo la cuore è stato riavviato correttamente , ma non un’esperienza corrispondente con eventi ‘reali’ quando il cuore non batte . In questo caso , la coscienza e la consapevolezza si sono verificati nel corso di un periodo di tre minuti in cui non c’era battito . Ciò è paradossale , dal momento che il cervello cessa di funzionare normalmente entro 20-30 secondi del cuore fermarsi e non riprendere fino a che il cuore è stato riavviato . Inoltre , i ricordi dettagliati di consapevolezza visiva in questo caso erano coerenti con eventi verificati “.

2. Attendiamo gli studi con i monitor e figure varie
uno dei punti da affrontare nell’esperimento era quello delle figure sovrastanti il letto rianimatorio… però il 78% delle sale di rianimazione ne erano sprovviste e quindi non si è potuto arrivare a un risultato soddisfacente anche su questo punto.
Però io penso che difficilmente uno che è -praticamente morto- possa fare attenzione a tabelloni vari appesi sulle pareti e per di più a figure senza un granché di senso…chissà magari mi sbaglio.
Dobbiamo solo aspettare e vedere se Sam Parnia ei suoi colleghi Aware potranno dare prova del fatto che le menti di coloro che muoiono realmente ‘lasciano’ i loro corpi. Se lo fanno, la scoperta sarebbe forse collocata tra le più grandi scoperte della scienza, vedi Copernico e Einstein. La mente non sarebbe più vista come una parte dal cervello, e la nostra percezione di noi stessi e il nostro ruolo nell’universo cambierebbe per sempre.

3. Lo studio Aware viene chiamato il primo del suo genere perché è il primo in assoluto ad essere stato pubblicato in un organismo accreditato , peer-reviewed rivista scientifica.
Le persone scettiche ma con mentalità aperta iniziano a crederci con più convinzione…

Thread Ufficiale: in allestimento


NDE(Near Death Experience)

Near Death Experience può essere tradotto in italiano con “esperienza in punto di morte” o “esperienza di pre-morte”, ma l’acronimo NDE è il termine più diffuso e riconosciuto per indicare questo tipo di esperienze. Le NDE classiche sono costituite da racconti o testimonianze di eventi “vissuti” da persone che si sono trovate, per un periodo più o meno breve o lungo, in uno stato di potenziale morte clinica riconosciuta, rispetto al quale sono state poi riportate in vita. Durante gli ultimi 40 anni vari ricercatori hanno approfondito ed arricchito le conoscenze su questa nuovo campo di studi. Tra i pionieri figurano medici come Raymond Moody, Michael Sabom, Melvin Morse, psichiatri e psicologi come Elizabeth Kübler-Ross, Kenneth Ring, Peter Fenwick, Phyllis Atwater e molti altri. Da un’indagine Gallup del 1982 risultava che nei soli Stati Uniti circa 8 milioni di persone adulte avevano avuto una NDE. Sondaggi successivi hanno elevato tale cifra a quasi 12 milioni. Da uno studio pubblicato nel 2001 dal Dott. Van Lommel è risultato che su 344 pazienti riportati in vita negli ospedali olandesi dopo un arresto cardiaco, circa il 18% era andato soggetto ad una NDE. Le NDE hanno quasi sempre un profondo impatto su coloro che ne fanno esperienza, anche per quanto riguarda la loro vita successiva. Il cardiologo olandese Pim Van Lommel afferma di avere trovato la prova scientifica dell’esistenza della vita dopo la morte analizzando numerosi casi di “esperienze di pre-morte” [indicate spesso con l’acronimo NDE, ovvero Near Death Experience]. L’esperienza classica è la visione di un tunnel con una luce bianca sul fondo, ma anche un senso di distacco dal corpo e l’incontro con parenti defunti. Fra queste persone molte hanno provato l’esperienza della rivisitazione della propria vita passata (life review) ed alcuni di essi hanno avuto anche esperienze di distacco dal corpo con percezione del proprio corpo visto dall’esterno [indicate spesso con l’acronimo OBE, ovvero Out of Body Experience]. I risultati del suo studio sono stati pubblicati nella prestigiosa rivista medica The Lancet nel dicembre 2001 col titolo “Un’indagine estensiva in Olanda sulle esperienze di pre-morte in sopravvissuti ad arresti cardiaci”. Molti “sperimentatori” tornano indietro con un bagaglio di esperienze e di convinzioni interiori sui principi che riguardano lo spirito ed il significato dell’esistenza umana, e ricominciano a vivere con una visione del mondo e del proprio impegno nella vita che in alcuni casi risulta completamente diversa da quella che avevano prima di “morire” e cessano di avere paura della morte. A questo punto vorrei introdurre gli studi/esperienze importantissime effettuati/avute dal Prof. Parnia che dimostrano per l’ennesima volta ( nel caso ve ne fosse stato bisogno) che la vita dopo la “morte” continua. E’ inoltre chiaro che un equipe come quella di Parnia e le sue personali impressioni DETTATE DALL’ ESPERIENZA hanno un peso notevole in questa tematica e va quindi considerato, sottolineato e messo a conoscenza di tutti il più possibile. Queste sono parole del Prof. Parnia Primario del reparto di rianimazione all’ospedale universitario Stony Brook di New York e a capo di un progetto che studia la coscienza umana, attraverso i racconti delle esperienze pre e post-mortem (NDE) raccolti in 25 cliniche sparse tra nordamerica ed Europa. : “La gente tende a interpretare quello che vede in base alla propria cultura. Un hindu descrive una divinità, un cristiano parla di Cristo, un ateo lo chiama semplicemente entità. MA VEDONO LA STESSA COSA, anche se la spiegano in modo diverso. E ciò ci dice che esiste un’unica esperienza che tutti gli esseri umani provano durante la morte. È UNIVERSALE, la descrivono anche i bimbi di 3 anni. E ci dice che NON DOBBIAMO AVERE PAURA DELLA MORTE.” Parole identiche a quelle usate da chi ha già studiato seriamente questi fenomeni. “Gli STUDI SULLE NDE HANNO PORTATO Sam Parnia SU POSIZIONI DAVVERO IMPREVISTE” dice l’articolo a lui dedicato… (probabilmente impreviste per chi non si è mai interessato alla materia prima d’allora). Ho ribadito in diversi interventi (non qui) che se gli scienziati/medici facessero tesero degli studi effettuati dai loro precedessori(scienziati che hanno indagato con rigore, serietà e umiltà vedi la Dottoressa Elizabeth Kubler Ross ad esempio…) a quest’ora l’umanità sarebbe certa della sopravvivenza alla “morte” anche senza “prove scientifiche”. E’ bene poi sottolineare che noi(noi intesi come umanità) cerchiamo prove scientifiche con mezzi rozzi e primitivi cercando di affrontare una tematica così importante e profonda con una superficialità disarmante…  Parnia con i suoi studi sta involontariamente verificando e ribadendo all’umanità(sempre che ve ne fosse stato bisogno) conclusioni alle quali era già arrivata la Dottoressa Kubler Ross negli anni 70-80 e 90. In particolare vorrei soffermarmi sulla Dottoressa Elizabeth Kubler Ross che grazie al suo immenso lavoro con i malati terminali ci ha lasciato un patrimonio di conoscenze inestimabili. In merito a questo lavoro una sola domanda mi piacerebbe fare agli scettici (di cui vorrei precisare apprezzo il sacrosanto senso critico, lo sono anche io ma fino ad un certo punto però perché superato il quale poi si finisce per diventare ottusi) ma vi siete mai chiesti perché le NDE danno come risultante sempre e dico sempre le stesse esperienze? Voglio dire è comprovato che chiunque abbia avuto esperienze di premorte abbia avuto incontri con esseri di luce e persone care DEFUNTE. Se di allucinazione si tratta come mai che non ci sono mai incontri diversi? Tipo con persone VIVE nel momento dell’ esperienza dell’ NDE, oppure con qualsiasi altro essere vivente VIVO nel momento delle esperienze? Aggiungo che (e questo potete trovarlo nel libro -La vita dopo la morte- della Dottoressa Kubler Ross) ci sono stati casi dove i pazienti ritornati da una esperienza NDE dicevano di aver incontrato un conoscente, caro amico o parente, ma sul momento tutti i presenti compreso il paziente in oggetto sapevano che la persona in questione era viva e quindi questa poteva essere la prova che confermava l’ipotesi delle allucinazioni… ma la conferma che l’ NDE non è una allucinazione(quindi una prova provata per noi e per chi ha studiato a fondo il problema come appunto la Dottoressa in questione) è che in TUTTI i casi si è venuto poi a scoprire che il caro/conoscente ritenuto vivo era morto poco prima o nel mentre di una determinata NDE! E quindi il paziente non sapendolo non poteva “sognare/avere visioni” di quello che non sapeva. Inoltre molti pensano che l’ influenza delle religioni possano incidere con tali esperienze, allora come mai che anche bambini in tenera età(veramente molto piccoli) hanno riportato le stesse esperienze? La Dottoressa Kubler Ross ha aiutato nel trapasso principalmente bambini ed è proprio da loro che ha imparato di più. Ciechi fin dalla nascita descrivevano e descrivono ancora ad oggi dopo una NDE nel dettaglio la sala operatoria anche con l’ aggiunta dei colori. Come si possono avere allucinazioni di un qualcosa che il nostro cervello non conosce e che non ha quindi mai visto? E descrivere particolari di un dato contesto che un cieco non sarebbe mai in grado di identificare? Allucinazioni da farmaci…altra sciocchezza, moltissimi hanno NDE fuori dagli ospedali mentre sono occupati pienamente nella loro normale vita quotidiana. “Allucinazioni” così equilibrate e lineari quali quelle delle NDE in una così grande quantità di persone dovrebbero proprio già per la loro fattezza e insorgenza escludere il fenomeno dell’ allucinazione stessa che spesso non è lineare e porta con se situazioni grottesche. Ed inoltre vengono provocate o facilitate con delle droghe o farmaci. E’ arrivato a questo punto il momento di ascoltare l’intervista al Prof. Enrico Facco  professore di Anestesiologia e Rianimazione presso l’Università di Padova. Tutta l’intervista è interessante ma dal minuto 29.00 in avanti si approfondisce il tema delle esperienze di premorte. E’ molto utile ascoltarla perché approfondisce su molte tematiche e risponde a interrogativi che la gente meno informata sul tema si pone. Viene sottolineato inoltre il fatto che una NDE non può essere conseguenza di rilascio di endorfine o dell’assunzione di sostanze di vario genere. (Farmaci, droghe ecc. ecc.). Prendetevi un po di tempo ed ascoltatela perché può veramente aprire gli occhi a tanta gente che non è a conoscenza di questi importanti fatti universali che interessano tutta l’umanità.

“Per me non è più questione di credere ad una vita dopo la morte ma di sapere e di averne quindi la certezza” Queste sono le parole della Dottoressa Elizabeth Kubler Ross alla fine della sua carriera. Personalmente ripongo molta fiducia sul lavoro della Dottoressa Elisabeth Kubler Ross e della sua equipe(che comunque ha applicato vari metodi scientifici) rispetto al lavoro di quei personaggi cinici che vogliono per forza verificare una data ipotesi probabilmente più rassicurante e comoda definitela come volete(per me le prove già ci sono e le ho trovate nel lavoro della Ross come ho trovato conferme anche nei lavori di Raimond Moody e altri quindi per quanto mi riguarda sono esperienze vere che ci portando in dimensioni diverse ma reali). Sono importanti anche i primi passi che Raymond Moody sta muovendo con le esperienze di morte condivisa e che vi consiglio di leggere per trarre maggiori informazioni su una realtà che è probabilmente ben diversa da quella che comunemente percepiamo. Potete trovare il suo lavoro nel libro Schegge di eternità. La Dottoressa Elizabeth Kubler Ross non ci ha insegnato solo che la vita dopo la morte è una realtà ma ha imparato questo amando il prossimo ed aiutando i suoi pazienti nel momento più difficile della loro vita (l’ insegnamento più grande per tutti, compreso i suoi colleghi). Alle NDE singola si aggiungono altre prove: NDE condivise, OBE, Ipnosi regressiva, Metafonia, Spiritismo(quello serio vedi Alan Kardek ) ecc. ecc. Però non vi dovete soffermare ad un singolo caso, ma dovete cercare e leggere molto. La conoscenza comporta sacrificio e tanta volontà.

Tratto dal libro dell’ Avvocato Victor Zammit(un ricercatore della vita dopo la morte, laureato in Giurisprudenza, avvocato della Corte Suprema del Nuovo Galles del Sud):

“L’esperienza di premorte o NDE (acronimo del termine inglese Near Death Experience) costituisce un’argomentazione potente a favore dell’esistenza di una vita dopo la morte. Grazie al progresso registrato nell’ambito delle tecniche di rianimazione, sempre più persone vengono riportate indietro dal limite della morte clinica. E molte riferiscono un’esperienza profondamente significativa durante la quale hanno l’impressione di essere vivi e in pieno possesso delle proprie facoltà al di fuori del proprio corpo. Per molti un’esperienza di premorte è un’esperienza intensamente emotiva e spirituale. Le prove a supporto delle NDE sono coerenti, schiaccianti e sperimentate da molti. L’evidenza empirica delle NDE è anche concorde con altre prove sperimentali che sembrano suggerire una sopravvivenza alla morte – prove che includono le esperienze extracorporee, le informazioni ottenute grazie ai medium mentali e fisici, e le apparizioni. I sensitivi affermano che, in una situazione di crisi, quando la morte è quasi inevitabile o è percepita come tale, il duplicato del corpo fisico, il corpo astrale o eterico, lascia il corpo fisico e sperimenta il primo stadio dell’Aldilà. Se la morte non si verifica, il duplicato riprende il suo posto nel corpo fisico. Degli studi hanno dimostrato che le NDE si possono verificare a seguito di malattie, di interventi chirurgici, durante il parto, a seguito di incidenti, di attacchi cardiaci e di tentativi di suicidio.

Thread Ufficiale sul nostro forum tecnico: in allestimento…

Nel Thread Ufficiale potrete trovare i documenti e le esperienze più interessanti e se vorrete potrete contribuire con commenti, vostre esperienze o aggiunta di documenti.


Nasce SteamOS di Valve! Primo Sistema Operativo nella storia (utile anche per Pc Desktop) dedicato principalmente all’intrattenimento videoludico

Valve ha annunciato ufficialmente SteamOSun sistema operativo basato su Linux concepito per sfruttare i grossi schermi televisivi e i Pc Desktop più avanzati e quindi conquistare salotti e scrivanie degli appassionati di videogiochi.

Il comunicato dell’azienda spiega che SteamOS sarà presto disponibile sotto forma di download gratuito per gli utenti e di sistema operativo in licenza gratuita per i produttori di dispositivi. Si fa accenno anche a dispositivi SteamOS, anche se Valve per ora non fornisce ulteriori informazioni e rimanda ai prossimi annunci, anche se ovviamente il primo pensiero va alla Steam Box, l’ibrido fra un PC e una console che dovrebbe coniugare il meglio di entrambi i mondi. Valve insiste molto sul concetto di sistema aperto, con una linea diretta fra utenti e creatori di contenuti, mentre dall’altro lato l’industria dell’hardware sarà libera di portare innovazioni nei soggiorni degli utenti molto più velocemente. “Gli utenti possono modificare o sostituire qualsiasi componente del software o dell’hardware, i giocatori possono partecipare alla creazione dei loro giochi. SteamOS continuerà ad evolversi, ma rimarrà un ambiente pensato per favorire questo tipo di innovazione”, spiega il comunicato ufficiale di Valve. Le caratteristiche base di SteamOS includono la compatibilità con centinaia di giochi di Steam in modalità nativa, la possibilità di stringere amicizia con una rete di contatti che supera i 50 milioni di utenti, ma anche la compatibilità con il Workshop e con i servizi cloud.

Non mancano inoltre alcune novità, come lo streaming dei giochi sulla rete domestica, dal PC con Steam al dispositivo con installato SteamOS. Si parla inoltre della condivisione dei giochi con i membri del proprio nucleo familiare, con profili, salvataggi, successi individuali e la possibilità di gestire alcuni blocchi familiari, per consentire o meno la fruizione di un determinato gioco. Lo streaming e il download di film e programmi TV rientrano chiaramente nel progetto. SteamOS permetterà infatti di riprodurre musica, TV e film dando agli utenti la possibilità di accedere alle proprie canzoni e ai contenuti video preferiti.

Sul sito di Steam così viene annunciato SteamOS

“Steam non è un canale televisivo unidirezionale, ma una piattaforma di intrattenimento per la collaborazione tra molti utenti, in cui ogni partecipante arricchisce l’esperienza di tutti gli altri. Con SteamOS “sistema aperto” vuol dire che l’industria dell’hardware può portare innovazioni nel tuo soggiorno di casa a una velocità molto più sostenuta, i creatori di contenuti hanno una linea diretta con gli utenti, gli utenti possono modificare o sostituire qualsiasi componente del software o dell’hardware, i giocatori possono partecipare alla creazione dei loro giochi. SteamOS continuerà ad evolversi, ma rimarrà un ambiente pensato per favorire questi tipi di innovazione. Presto non dovrai più rinunciare ai tuoi giochi preferiti, ai tuoi amici online o a tutte le potenzialità di Steam che adori per giocare sul grande schermo! SteamOS, disponibile su qualsiasi dispositivo per il soggiorno, ti permetterà di accedere ai migliori giochi e contenuti creati da utenti. In SteamOS, abbiamo notevolmente migliorato le prestazioni di grafica, e ci stiamo ora occupando della resa audio e della riduzione del tempo di latenza al livello del sistema operativo. Gli sviluppatori di giochi stanno già sfruttando questi miglioramenti nella creazione di nuove release per SteamOS. I tuoi giochi per Windows e Mac saranno disponibili anche dal dispositivo SteamOS. Accendi il computer, accedi normalmente a Steam e il tuo dispositivo SteamOS porterà i giochi in streaming sulla tua rete domestica direttamente sulla tua TV! Stiamo lavorando con tanti dei tuoi servizi audio/video preferiti, che presto porteremo online, permettendoti di accedere alla tua musica e ai tuoi contenuti video preferiti tramite Steam e SteamOS. In passato non era facile condividere i giochi di Steam con la tua famiglia. Ora potrai condividere i tuoi giochi preferiti con i tuoi cari. Condivisione in famiglia ti permetterà di giocare a turno agli stessi giochi, mantenendo gli achievement di Steam e salvando le partite individualmente nel cloud di Steam. In famiglia, il soggiorno è territorio comune, ma non vorrai certo vedere i giochi dei tuoi genitori nella tua Libreria. Presto, una famiglia potrà decidere quali titoli visualizzare a quali utenti, e avrà altre funzionalità per consentire a tutti di sfruttare al meglio le librerie di Steam.

Thread Ufficiale dedicato sul nostro forum tecnico: in allestimento


GeForce Experience per l’ottimizzazione automatica dei Giochi.

Troppe impostazioni nei VideoGiochi? Stai Pensando seriamente a una Console? Aspetta un attimo prima di fare la tua scelta e guarda a GeForce Experience:

GeForce Experience ottimizzazione AUTOMATICA dei giochi

Vuoi scoprire le migliori impostazioni di gioco per i tuoi videogame? GeForce Experience le individuerà per te. GeForce Experience si collega al cloud datacenter di NVIDIA per scaricare le impostazioni di gioco ottimali per i tuoi giochi, adeguandole alla configurazione del tuo PC (tenendo conto di CPU, GPU e monitor). Le impostazioni ottimali massimizzano la qualità dell’immagine senza pregiudicare le performance in modo da offrire un’esperienza eccellente. Un visualizzatore di screenshot explorer interattivo e integrato ti aiuta a scoprire maggiori informazioni su ciascuna impostazione e sui suoi vantaggi.

Driver sempre aggiornati in un semplice click: L’applicazione GeForce Experience notifica automaticamente agli utenti la disponibilità di nuovi driver NVIDIA. Premendo un unico pulsante è possibile aggiornare i driver direttamente, senza uscire dal desktop.

REQUISITI GENERALI DI SISTEMA

Sistema operativo:

  • Windows 8
  • Windows 7
  • Windows Vista (occorre DirectX 11 Runtime)

*Nota: al momento Windows XP non è supportato. Il supporto di XP è previsto per una release successiva.

RAM:

  • 2 GB di memoria RAM di sistema

Spazio su disco necessario:

  • 20 MB minimi

Connettività Internet:

  • richiesta

Driver:

  • R290 o successivi

HARDWARE SUPPORTATO

Per l’aggiornamento dei driver:

  • GPU desktop: GeForce serie 6, 7, 8, 9, 100, 200, 300, 400, 500, 600 o successive.
  • GPU notebook: GeForce serie 8M, 9M, 100M, 200M, 300M, 400M, 500M o superiore.

Per impostazioni ottimali

GPU:

  • GPU GeForce serie 400, 500, 600 o superiori basate su Fermi o Kepler (desktop e notebook)

CPU:

  • Intel Core i7, i5, i3 or higher
  • Limited Game Supported for Core 2 Duo and Core 2 Quad
  • AMD Phenom II, Athlon II, Phenom X4 or higher

Display:

  • Qualsiasi display con risoluzione da 1024×768 a 2560×1600

Thread ufficiale sul nostro Forum Tecnico: in allestimento


♣ Sfruttiamo a dovere il nostro Personal Computer ♣

Elenchiamo e illustriamo qui Giochi per Pc di ultima generazione e di genere vario così da rendere disponibile un parco completo di Giochi per tutte le categorie di Gamer. Giochi giocabili a partire dalla risoluzione HD Ready con CPU Intel – AMD anche di basso profilo e Schede Video Intel-AMD(integrate alle CPU) PCI-Ex nVidia – AMD anche di basso profilo. Noi di Upgrade It ! riteniamo che la risoluzione HD ready sia la giusta base di partenza per giocare in maniera accettabile un dato titolo. Può succedere anche che con certi titoli potrete giocare a risoluzioni superiori, quando questo accadrà(perché accade ed anche di frequente) non potrà essere altro che una felice conquista. Mentre molti siti di informatica(se non tutti) tendono a mostrare quanto un titolo sia meglio giocabile con hardware nuovo all’uscita di un dato Gioco, il nostro compito è invece quello di mostrare se e come lo stesso gioco può essere giocato (se serve scendendo ai dovuti compromessi) anche con Hardware datati e/o aggiornati con risultati più che accettabili. Spesso ci si ferma dall’acquistare un dato Gioco perché leggendo i requisiti anche minimi posti solitamente dietro la Cover o pubblicati dalle stesse case produttrici sul sito/forum ufficiale sembrerebbe che il nostro attuale Sistema non sia in grado di farlo girare neppure alla risoluzione peggiore che può essere quella di 640×480. Per non parlare poi delle recensioni sui requisiti hardware che vengono pubblicate su Internet prima dell’ uscita di un dato Gioco che guarda caso vanno sempre verso l’ alto e quasi mai verso il basso… lasciamo a voi dedurre la ragione di tale tendenza.

Vale la pena prima di tutto soffermarsi su un particolare importante.

Cosa ha reso oggi un dato Sistema molto longevo rispetto invece a quanto non succedeva in passato? Molto ha fatto(se non tutto) l’ avvento delle Console. Le Console è vero che hanno rallentato lo sviluppo di Giochi tecnologicamente sempre più avanzati ma è anche vero che indirettamente hanno permesso agli utenti Pc di sfruttare più a lungo possibile un dato hardware. Se dobbiamo scegliere tra le due alternative per noi la migliore è sicuramente la seconda. Va detto, e ci teniamo a sottolinearlo, che la tecnologia è giusto che avanzi ma i tempi della sua crescita almeno a casa nostra possiamo deciderli noi, evitando così sprechi inutili sia nelle discariche che per le nostre tasche… Chi non ha capacità tecniche utili a migliorare il proprio hardware, può per mezzo di questo sito acquisire le informazioni basilari per andare a fare semplici operazioni utili al miglioramento del proprio sistema. Oggi c’è una grandissima quantità di Giochi giocabile con sistemi di vario genere, diciamo che se una console vive circa dieci anni, anche un Pc dedicato al Gioco si può pensare con vari Upgrade di farlo vivere altrettanto. Ciò non toglie comunque che per avere un’esperienza massima con un dato Gioco su piattaforma Pc valga ancora la regola dell’Upgrade completo del Sistema, quando strettamente necessario, con hardware effettivamente al passo con i tempi. In parole povere oggi tutti possono giocare, bisogna solo capire e sapere in quale fascia collocarsi… se in quella dove la scesa dei compromessi non è un problema, o in quella dove non si scende a nessun compromesso. Nella lista qui di seguito cercheremo di portare anno per anno le alternative utili, ad esempio:

  • Vorrei giocare ad un gioco di calcio il più aggiornato possibile, qual’ è il più versatile/adattabile e quindi utile per il mio Sistema?
  • Vorrei giocare ad un gioco fps il più aggiornato possibile, qual’ è il più versatile/adattabile e quindi utile per il mio Sistema?
  • E tanto altro…

Buon Game a tutti da Upgrade It !

♣ Giochi fino al 2020:

Simulazioni sportive: Calcio,

The Game title is: PES 2012

 

CPU: SingleCore Intel 2.4 Ghz o AMD equivalente.

GPU: 128 MB di Ram Video, supporto Pixel Shader 3.0 e compatibile DirectX 9.0c

Ram: 1G

HardDisk: 8 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows Xp Service Pack 3 minimo. O superiori.

Sparatutto: Fantascientifico,

* The Game title is: Deus Ex: Human Revolution

CPU: DualCore logico(ht) Intel 2.8 Ghz o AMD equivalente – Intel DualCore 2.0 o AMD equivalente.

GPU: 128-256 MB di Ram Video, supporto Pixel Shader 3.0 e compatibile DirectX 9.0c

Ram: 1G (Windows Xp) 1,5-2 G Windows superiore

HardDisk: 8,5 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows Xp Service Pack 3 minimo. O superiori.

* The Game title is: Crysis 2

CPU: DualCore logico(ht) Intel 2.8 Ghz o AMD equivalente – Intel DualCore 2.0 o AMD equivalente.

GPU: 512 MB di Ram Video, supporto Pixel Shader 3.0 e compatibile DirectX 9.0c

Ram: 1G (Windows Xp) 1,5-2 G Windows superiore

HardDisk: 9 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows Xp Service Pack 3 minimo. O superiori.

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Sparatutto: Guerra,

* The Game title is: ArmA 2 (per chi desidera giocare ad un gioco simile nel tema a Battlfield 3 o COD)

CPU: SingleCore 3.2 – DualCore logico(ht) Intel 2.8 Ghz o AMD equivalente – Intel DualCore 2.0 o AMD equivalente.

GPU: 128-256 MB di Ram Video, supporto Pixel Shader 3.0 e compatibile DirectX 9.0c

Ram: 1G (Windows Xp) 1,5-2 G Windows superiore

HardDisk: 10 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows Xp Service Pack 3 minimo. O superiori.

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Azione: storico,

* The Game title is: Assassin’s Creed

CPU: DualCore logico(ht) Intel 2.8 Ghz o AMD equivalente – Intel DualCore 2.0 o AMD equivalente.

GPU: 256 MB di Ram Video, supporto Pixel Shader 3.0 e compatibile DirectX 9.0c

Ram: 1G (Windows Xp) 1,5-2 G Windows superiore

HardDisk: 8 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows Xp Service Pack 3 minimo. O superiori.

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Sparatutto: in terza persona,

* The Game title is: Gears of War 4

Requisiti Hardware e Software dichiarati:

Sistema Operativo – Windows 10 Anniversary Update
CPU – AMD FX-6300 / Intel i5 3470 @ 3GHz
GPU – Radeon R7 260X / Nvidia GeForce 750 Ti
VRAM – 2 GB
RAM – 8 GB
HDD – 80 GB liberi

Quelli provenienti dai test dei giocatori:

 

CPU: Pentium alta frequenza( CPU Pentium ) Intel i3 HT – Ryzen 3

GPU:  2GB di Ram Video, supporto Pixel Shader _ e compatibile DirectX 12

Ram: 6-8GB

HardDisk: 80 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows 10 Anniversary Update

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 Picchiaduro,

* The Game title is: Tekken  7

Test da esempio ( Intel Pentium G4400 – nVidia GTX 750 Ti -8GB di Ram – FullHD – 60fps):

CPU: Pentium alta frequenza( CPU Pentium ) / AMD equivalente – Intel i3 HT / AMD Ryzen 3. CPU superiori

GPU:  2GB di Ram Video, supporto Pixel Shader _ e compatibile DirectX 11

Ram: 4-6GB

HardDisk: 60 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows 7 e superiori

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 Simulazione, automobili da corsa

* The Game title is: Assetto Corsa  qui info sul gioco.

 Test da esempio ( Intel Pentium D – nVidia GTX 750 Ti – 2GB di Ram – FullHD – 60fps ):

 

CPU: Pentium alta frequenza( CPU Pentium ) / AMD equivalente – Intel i3 HT / AMD Ryzen 3. CPU superiori

GPU:  2GB di Ram Video, supporto Pixel Shader _ e compatibile DirectX 10.1

Ram: 2 GB

HardDisk: 15 GB di spazio libero

Sistema Operativo: Windows Vista e superiori

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Altri Giochi? Coming Soon!

N.B. Vuoi avere informazioni su un Gioco specifico? Faccelo sapere in sala Giochi oppure nella sezione Giochi per Pc del Nostro Forum tecnico e vedremo di farlo aggiungere(nel caso rientri nei requisiti) nella nostra Top List.

Importante:

(In caso non sappiate se i vostri componenti Hardware rientrino nei requisiti specificati, potete chiedere informazioni nella sala Giochi o nel Nostro Forum tecnico)

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Forum Tecnico: in allestimento…

 


Il bosone di Higgs esiste! Confermata la sua esistenza…

La scoperta del bosone di Higgs, trovato negli Stati Uniti e al CERN di Ginevra, promette di rivoluzionare le convinzioni che abbiamo avuto fino ad adesso sulla materia. Si tratta dellaparticella all’origine dell’universo, che viene chiamata anche “particella di Dio“, perché consente ad ogni cosa di avere una massa e quindi permette l’esistenza della materia stessa. Si tratta di una scoperta che è il frutto di un lavoro iniziato nel 1964, quando il fisico britannico Peter Higgs aveva previsto a livello teorico la sua esistenza.

Thread Ufficiale: in allestimento


Supporto Microsoft a Windows Xp,Vista e 7: Extended Support anche per utenze consumer

Extended  Support anche per utenze consumer.

Extended Support era disponibile solo per utenze business, Microsoft ha deciso in questi giorni di fornire questo supporto anche agli utenti consumer:

Windows 7 consumer sarà supportato da aggiornamenti ufficiali Microsoft fino al 2020. In pratica sia Windows 7 che Windows Vista godranno di un ciclo di supporto di circa 10 anni, mentre XP ben 14.

Nello specifico Windows XP sarà supportato fino ad aprile del 2014(quindi data confermata), Vista fino ad aprile del 2017, mentre Windows 7 fino a gennaio del 2020. Le buone notizie per i consumatori è che gli aggiornamenti di sicurezza si applicano a tutte le versioni di Windows, quindi tutti gli aggiornamenti di sicurezza di Xp,Vista e 7, resi disponibili tramite Windows Update saranno forniti agli utenti consumer e business, anche durante la fase di Extended Support.
In pratica Microsoft ha deciso di premiare i suoi clienti consumer con il cosiddetto Extended Support, che normalmente è previsto per le sole utenze business. Questo vuol dire che con il rilascio di Windows 8, previsto per fine anno, vi sarà un momento in cui Microsoft supporterà ben 4 versioni diverse del suo Sistema Operativo.

Si stimano circa 18 mesi di convivenza, fino all’aprile 2014, data in cui Windows Xp non sarà più supportato.

Thread di discussione sul Nostro Forum Tecnico: in allestimento


ReadyBoost + Ram anche su Sistemi meno recenti

Usare una PenDrive come Ram con ReadyBoost

La quantità di Ram dipende dal dispositivo USB prescelto:

Grazie ad una utility di Windows 7 potrete usare la vostra PenDrive come “Ram” andando a velocizzare il vostro sistema soprattutto se più datato.

Di cosa abbiamo bisogno ?

Pen Drive USB da almeno 256MB
Prestazioni in scrittura minime: 1,75MB/s
Prestazioni in lettura minime: 2,5MB/s
Tempi d’accesso massimi: 1millisecondo o inferiore
Sistema Operativo: Windows 7 / *Windows Xp

Quasi tutte le pendrive possono soddisfare questi requisiti.

1 Prendete la vostra PenDrive e inseritela in una delle porte USB a Vostra disposizione.

– Vi apparirà questa schermata dopo qualche secondo:

2 Selezioniamo “Aumenta la velocità del computer usando Windows ReadyBoost”
– Una volta fatto ciò ci apparirà quest’altra schermata per la configurazione della PenDrive:

[Immagine: ?di=013052234047]

3 Da qui possiamo scegliere quanto spazio assegnare al ReadyBoost è sempre bene seguire la dimensione consigliata dal programma ma nulla ci vieta di superarla. Per applicare ci basterà spuntare l’opzione “dedica il dispositivo a ReadyBoost” poi “applica” infine “ok”.

Per verificare che il dispositivo è usato dal Sistema come Ram andiamo su “Computer” e verifichiamo che questo sia pieno.

4. Come disattivare ReadyBoost:
– Per disattivare la funzione ReadyBoost e rendere utilizzabile la pendrive dobbiamo andare sulle sue proprietà “ReadyBoost” e spuntare l’opzione “non utilizzare dispositivo” per poi cliccare su “applica” e “ok”.

[Immagine: ?di=1413052231177]

Se andiamo sulla sezione Computer noteremo la periferica nuovamente vuota.

N.B.

Va comunque detto che anche USB non fornite di pieno supporto a questa tecnologia fanno il loro lavoro in modo molto accettabile.

Questa utility può apportare miglioramenti nelle prestazioni lì dove questo non è possibile causa limiti Hardware, ma in un Sistema non proprio recente la spesa deve rimanere contenuta, sta a Voi poi decidere quanto in base al Vostro Sistema. La PenDrive consigliata è molto performante.

Saluti

Six

 

* E… Windows Xp?

ReadyBoost può essere emulato per mezzo di eboostr anche su Windows Xp.

adesso si che posso chiudere 😉

Saluti

Six


RamDisk

Installazione di Gavotte Ramdisk sotto Windows XP, Vista e Seven

– scaricare l’ultima versione di: Gavotte Ramdisk

– estrarre l’archivio
– per i sistemi a 32bit, per attivare la modalità PAE basta aggiungere al registro di sistema le informazioni contenute nel file di registro ”ram4g”.
– poi eseguire l’eseguibile, ”ramdisk”, cliccare su ”install ramdisk”, attendere l’installazione dell’hardware.
– selezionare la dimensione del ramdisk, la lettera di unità e lasciare pure il tipo su fixed media.
Riavviare il Pc .Per gli utenti Windows Vista e Seven, è necessario eseguire il programma ”come amministratore”.Esempi utili di utilizzo:

L’ uso pratico del RamDisk, è essenzialmente per tutti quei programmi che vengono aperti molto spesso o che modificano molto spesso file, questo per ridurre lo stress nel disco di sistema.

Oltre ai programmi è possibile anche spostare i temporanei del sistema o del browser( o perchè no tutti i browser )

Spostare i file temporanei di Windows XP

1. Andare sulle proprietà di sistema, andare nella scheda ”Avanzate” indicata in rosso.
2. Cliccare su ”Variabili d’ambiente”, indicato in rosso
3. Modificare le due variabili dell’utente, impostandone il percorso nel ramdisk, è importante usare la cartella ”TEMP” che il ramdisk crea ad ogni avvio, perchè Windows non combina a crearsela da solo.
Riavviare il Computer e verificare che su variabili d’ambiente sia tutto corretto e che dopo qualche minuto la cartella TEMP nella root del ramdisk abbia dei file.Spostare i file temporanei di Windows Vista e Seven

Sono gli stessi passi della parte per Windows XP, con la sola variante che per accedere alle variabili d’ambiente bisogna andare su:
– Pannello di controllo.
– Sistema di manutenzione.
– Sistema, accedere alla scheda ”impostazioni avanzate” e poi cliccare su variabili d’ambiente.
ps: vado a memoria, i nomi dei menu potrebbero essere diversi

I percorsi originali delle voci TEMP e TMP sono:
Su Vista e Seven
%USERPROFILE%\AppData\Local\Temp
Su XP
%USERPROFILE%\Impostazioni locali\Temp


4G di Ram (Full) anche con Sistema a 32 bit

Tutti sono delusi quando ottengono meno di quanto si aspettano. È un’esperienza condivisa ogni giorno dagli utenti di pc: basta dare un’occhiata al Pannello di controllo (facendo clic con il tasto destro del mouse su Risorse del computer o Computer e poi su Proprietà), e subito gli utenti di Windows a 32 bit si accorgono di avere a disposizione molta meno Ram di quella effettivamente installata sul computer.

Con i 64 bit questo problema non sussiste più, ma molti utenti non sono disposti a sostituire il loro XP con Windows 7 a 64 bit. Anche molti produttori di Notebook e di sistemi assemblati puntano consapevolmente sui 32 bit, perché in questo modo ci sono meno incompatibilità, e gli oneri per l’assistenza sono pertanto minori. Ciò nonostante, tali produttori equipaggiano i loro computer con “ben 4 Gb di Ram” e li pubblicizzano di conseguenza. I prezzi molto convenienti delle memorie convincono inoltre molti utenti a espandere la Ram presente sul loro sistema. Per sfruttare i vantaggi della tecnologia dual channel, finiscono quindi di norma nel pc due blocchi di memoria da 2 Gb.

I limiti dei sistemi a 32 bit

Il computer a 32 bit ha pertanto a propria disposizione 232 memory address, ovvero 4.294.967.296, cifra che corrisponde esattamente ai 4 Gb di Ram installati. Purtroppo però anche i dispositivi connessi al sistema, come controller Usb, schede video o schede tv, hanno bisogno di memory address per poter funzionare in maniera corretta. Tali indirizzi, tuttavia, non sono più disponibili per l’indirizzamento della memoria e quindi una parte della Ram non può essere sfruttata. La quantità di Ram inutilizzata può essere compresa, a seconda del sistema, tra 300 e 1.024 Mb.

Da alcuni anni è disponibile la Physical Address Extension (Pae), una tecnologia che permette di ampliare artificialmente l’intervallo di indirizzi. La memoria che fino a quel momento rimaneva inutilizzata, ora può essere sfruttata per compiti specifici. In questo caso il fattore limitante è rappresentato dalle linee d’indirizzamento dei processori. Chi possiede ancora un processore Intel Pentium (o precedente) dispone di sole 32 linee d’indirizzamento e non può approfittare della tecnologia Pae. Dal Pentium Pro fino alle attuali Cpu Core 2 Duo o Quad, i processori Intel dispongono di 36 linee d’indirizzamento, che permettono uno spazio di indirizzi fino a 64 Gb.

A livello teorico, con un Athlon 64 è addirittura possibile indirizzare 1 Tb. La Pae dovrebbe essere attivata di default a partire da XP con SP2. Spesso, tuttavia, il sistema crede di avere riscontrato un’incompatibilità e ne impedisce l’attivazione automatica.

In Windows XP potete attivare l’estensione dell’indirizzo fisico editando il file Boot.Ini. :

Per riuscire a vedere questo file, avviare Esplora risorse premendo contemporaneamente i tasti Windows+E. Andate ora nella directory root, che normalmente è C:\. Cliccate su Strumenti/Opzioni cartella e selezionate la scheda Visualizzazione. Disattivate l’impostazione Nascondi i file protetti di sistema e confermate la scelta. Mettete poi un segno di spunta nella casella Visualizza cartelle e file nascosti.
Ora aprire il file Boot.Ini con l’editor e aggiungere l’opzione /PAE alla procedura di avvio del sistema operativo riportata sotto la voce [Operating Systems]. Successivamente, in Sistema/Pannello di controllo si troverà l’indicazione Estensione indirizzo fisico.

Con Windows Vista o Windows 7 a 32 bit procedere in questo modo:

aprite il Prompt dei comandi digitando cmd nella casella di ricerca e cliccare poi con il tasto destro del mouse sul file cmd.exe per selezionare Esegui come amministratore. Digitare poi il comando BCDedit/set PAE forceenable e riavviare il pc. Se le vostre periferiche di sistema non danno problemi con il nuovo intervallo di indirizzi significa che avete superato il primo ostacolo.
Nota: dopo l’attivazione della Pae verificare il corretto funzionamento dei dispositivi collegati. In caso di incompatibilità, la soluzione è aggiornare i driver dei componenti interessati. Se ciò non funziona è necessario annullare le modifiche effettuate. In Vista e Windows 7 basta digitare forcedisable al posto di force­enable: la Pae verrà così disattivata.
Se tutto è andato per il meglio, la memoria prima non disponibile ora può essere usata dal sistema, non direttamente come memoria ad accesso casuale, ma come disco Ram disk ultrarapido. Il tool perfetto per configurare un Ram disk è Gavotte RamDisk.


Le Schede Audio dedicate sono un valore aggiunto.

Altra Idea molto utile per sgravare il lavoro della CPU specialmente nei SingleCore è quella di diminuirgli/annullargli definitivamente il lavoro da svolgere per la gestione dell’ Audio….

Come posso fare questo?

Benissimo dovete procurarvi una Scheda Audio PCI (No PCIex mi raccomando perchè tutte le Schede Madri AGP hanno a disposizione solo Slot PCI e Non PCIex 1x) con Tecnologia DSP (Digital Signal Processor)montarla su uno Slot PCI della Vostra Scheda Madre istallare i Drivers necessari e lasciare che questa faccia il suo lavoro di Gestione dell’ Audio. Ci guadagnerete ovviamente anche in qualità del suono.

DSP: il suo processore: il DSP (Digital Signal Processor); questo è il cuore di ogni scheda audio e gestisce i segnali in ingresso ed in uscita per ogni canale. Esattamente come per le CPU abbiamo diversi modelli a diverse prestazioni questo accade anche per i DSP. I DSP si possono distinguere dall’ampiezza dei dati che riescono a gestire (16, 24, 32 bit) e dal tipo di architettura (Von Neumann e Harvard). Tutti i processori digitali consistono di alcuni moduli fondamentali: unità di elaborazione per operazioni aritmetiche e logiche (ALU), memoria per memorizzare i dati e le istruzioni del programma e un bus per trasferire efficientemente dati e istruzioni tra la memoria e ALU. Nelle diverse architetture troviamo memorie e bus dedicati per dati e istruzioni (Harvard) o un’unica memoria e un unico bus per dati e istruzioni (Von Neumann). Senza addentrarci nello specifico è chiaro che oltre alla “ampiezza di calcolo” (16-24-32bit) tanto più la struttura del DSP è mirata a separare i vari processi con memorie, bus e ALU dedicati e migliore sarà la qualità della vostra scheda audio.

Un esempio è questa discreta Scheda Audio PCI dedicata:


Tipo rivestimento: Scheda plug-in
Tipo interfaccia: PCI
Modalità uscita audio: Surround a 7.1 canali
*DSP Ampiezza dati DAC: 24 bit
Frequenza di campionamento: 8 kHz (min) – 192 kHz (max)
Rapporto segnale-rumore: 109 dB
Larghezza di banda di risposta: 10 – 88000 Hz
Qtà max altoparlanti: 8
Caratteristiche : EAX ADVANCED HD, Tecnologia SoundFont Bank, THX certified, Creative Multi Speaker Surround (CMSS) – 3D, 24-bit Crystalizer, 3D MIDI
Standard di conformità Digital Theater Systems (DTS), Dolby Digital EX, ASIO 2.0, THX, EAX ADVANCED HD
Modalità audio: Registra : 24 bit 96 kHz
Riproduzione : 24 bit 96 kHz 7.1 – 109 dB da 10 Hz a 46 kHz
Riproduzione : 24 bit 192 kHz stereo – 109 dB da 10 Hz a 88 kHz
Espansione/connettività: Interfacce 3 x Audio – line-out – jack da 3,5 mm
1 x Audio – uscita SPDIF/linea ingresso/microfono – jack da 3,5 mm
1 x Audio – line-In – MPC 4 pin
Slot compatibili: 1 x PCI
Processore e Sistema Richiesto: Pentium III – 1 GHz – RAM 256 MB – HD 600 MB


Alimentatori

Ora ho cambiato CPU, Scheda Video AGP/PCIEx, ma ho un dubbio… reggerà il mio Alimentatore?

– Peggiore delle ipotesi:

Bene mettendoci nella situazione in cui io ne abbia uno da 300-50/400W e con almeno 16-20A sulla 12V, Con quali Schede Video posso aggiornare?

Schede Video di basso profilo

In media, per un Pc base. Perchè poi dipende da quanti componenti Hardware deve alimentare l’ Alimentatore (ad es. doppio lettore CD/DVD Masterizzatore, Hard Disk ecc.)

– Quasi Migliore delle ipotesi:

Bene mettendoci nella situazione in cui io ne abbia uno da 450/500W e con almeno 20-24A sulla 12V, Con quali Schede Video posso aggiornare?

– Con Gran parte delle Schede Video di medio profilo

In media, per un Pc base. Perchè poi dipende da quanti componenti Hardware deve Alimentare l’ Alimentatore (ad es. doppio lettore CD/DVD Masterizatore, Hard Disk ecc.)

– Migliore delle ipotesi:

Bene mettendoci nella situazione in cui io ne abbia uno da 450/500-50/600W e con almeno 22-26A sulla 12V, Con quali Schede Video posso aggiornare?

– Con tutte le Schede Video di medio o alto profilo.

In media, per un Pc base. Perchè poi dipende da quanti componenti Hardware deve Alimentare l’ Alimentatore (ad es. doppio lettore CD/DVD Masterizatore, Hard Disk ecc.)


N.B.
Da considerare però che Non tutti gli Alimentatori offrono la potenza dichiarata…sia in W che in A disponibili.

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In caso in cui Non si abbia a disposizione un Buon Alimentatore oppure sia danneggiato a chi o a quale Shop posso rivolgermi per acquistare un Buon alimentatore e a un prezzo per cui valga la pena investire per la mia attuale o Futura configurazione AGP ?

Tra i migliori come prezzo/qualità ci sono gli…


Speed Lan

Giocare in rete con i propri amici o famigliari è oggi ormai un opzione di facile attuazione, ma può capitare di avere problemi di connessione causa scarsa efficenza della propria ADSL .  Per poter evitare simili problemi è bene prevenirli con uno Speed Test.