^ The Future is Now ^ –

Archivio dell'autore

Dvb-T2 attivo dal 2022

Lo standard di trasmissione del digitale terrestre attivo oggi è il Dvb-T, dal 2021 però le cose cambieranno e si passerà gradualmente al Dvb-T2.

Se non si conoscono le caratteristiche tecniche del proprio televisore/decoder e si vuole capire se quest’ultimi sono idonei alla gestione del nuovo standard, basta fare il seguente test:

  • risintonizza i canali;
  • vai al canale 100 (RAI), oppure al Canale 200 (Mediaset);
  • almeno in una dei due canali deve comparire la scritta TestHEVCMain10:

Se il televisore/decoder attualmente in uso non fosse in grado di sintonizzare entrambi i canali 100 e 200, se lo schermo risultasse completamente nero o se venissero visualizzati messaggi circa l’indisponibilità dei canali, significa che il TV non è compatibile DVB T2 HEVC a 10 bit.
Su un televisore/decoder con supporto HEVC a 8 bit, infatti, dopo lo switch off si vedrà schermo nero.

Va detto che a livello locale, a seconda della zona di residenza, i canali 100 e 200 potrebbero essere occupati anche da altre emittenti. In fase di sintonizzazione risolvere il conflitto optando eventualmente, se disponibile, per il “cartello” di test.

Dal 2021 al 2022 gli operatori televisivi sono chiamati ad abbracciare lo standard DVB T2 e la codifica HEVC.
Dal 30.06.2022 chi non avrà aggiornato i propri sistemi e utilizzerà TV e apparecchi non compatibili con DVB T2 HEVC ma soltanto DVB-T MPEG4 non potrà più ricevere il segnale perché lo switch off sarà contestuale all’attivazione della nuova modalità trasmissiva.

Quali miglioramenti porta il Dvb-T2?

La nuova versione del digitale terrestre, consentirà un aumento della qualità visiva e sonora, oltre a più contenuti in alta e altissima definizione. C’è da sottolineare che nel nostro Paese il passaggio al nuovo standard comprenderà, come detto, anche l’adozione del codec HEVC (High Efficiency Video Coding), che supporta l’ultra definizione delle immagini fino a 8192×4320 pixel. (l’8k, per intenderci meglio).

Esempio di un filmato in 8K, chiaramente per poterlo vedere in Full HD, 4K, 8k, bisogna avere televisori o monitor idonei.

 


Riparte AWARE. Parte il secondo studio sulle NDE…

Il progetto della seconda fase dello studio AWARE è ora disponibile sul sito web della rete clinica Research UK. Ovviamente é una gran bella notizia e dimostra che questa importante ricerca sta andando avanti e che a un certo punto in futuro più dati emergeranno sui tentativi di catturare le NDE con metodologie più  efficaci. Questo ultimo punto è certamente qualcosa che sembra essere stato affrontato nel nuovo disegno dello studio. Nel primo studio sono stati notati problemi statistici e cioè che a causa del fatto che nella piccola percentuale di persone che sopravvivono ad un arresto cardiaco, solo il 10% dice di aver avuto un qualsiasi tipo di NDE e di queste solo il 25% ha una Out Of Body Experience, perciò il  numero necessario per convalidare una OBE sarebbe enorme. Questo problema è amplificato dal fatto che nello studio AWARE originale meno della metà dei soggetti si trovava in aree con immagini di convalida, quindi, anche se qualcuno ha riportato una NDE con una OBE, le possibilità di vedere una immagine erano estremamente basse. Il Pronto Soccorso ed il personale di ricerca saranno avvisati che, in caso di arresti cardiaci, saranno dotati di dispositivi di controllo dell’ossigenazione cerebrale portatili e di un tablet che mostra le immagini verso l’alto, sopra al paziente, mentre la rianimazione è in corso. Le misurazioni ottenute durante l’arresto cardiaco saranno utilizzate per confrontare i dati di tutti i pazienti con arresto cardiaco indipendentemente dal fatto che sopravvivano o muoiano. I sopravvissuti saranno poi seguiti e con il loro consenso saranno interrogati durante interviste registrate.

Questa soluzione è un po’ come la famosa storia di Maometto che va alla montagna ed ha le potenzialità per risolvere molti dei problemi incontrati nel primo studio. In questo modo, dove esiste un gruppo di ricerca, grazie ai tablets, si  cancella immediatamente il problema di avere  sufficienti postazioni con le immagini su monitor fissi. Tuttavia non vi è la certezza assoluta che il soggetto possa sperimentare la OBE dalla prospettiva di essere direttamente sopra se stesso e quindi vedere le immagini sul tablet. Anche se questo è di solito il punto di visualizzazione durante una uscita fuori dal corpo, non è certo che accada sempre così, quindi potremmo ottenere racconti frustranti da qualcuno che ha, sì, una OBE, ma restando in piedi in un angolo e quindi non in grado di riferire quali immagini scorressero sui tablet.  Inoltre, possiamo immaginare che ci dovrà essere un notevole sforzo di formazione necessaria per i ricercatori ed anche una grande quantità di collaborazione dei vari team di rianimazione la cui priorità immediata è far rivivere il paziente. Tuttavia, questo nuovo metodo ha vantaggi significativi rispetto a quelli utilizzati nel primo studio in cui i monitor erano fissi e quindi dovrebbe avere una maggiore probabilità di convalida senza reclutare decine di migliaia di pazienti.
Lo studio infatti mira a iscrivere 900-1500 soggetti entro la fine di Maggio 2016 e sarà uno studio internazionale multicentrico come AWARE. Auguriamo la miglior fortuna ai Ricercatori nel loro sforzo teso a convalidare le NDE e le esperienze extracorporee, e ci congratuliamo con il Dott Parnia e i suoi colleghi per il loro ingegno e tenacia.


Con Chrome si viaggia nello spazio

Interessante strumento messo a disposizione dalla Google…

si viaggia tra le stelle ed i pianeti dell’Universo con una bella grafica  e la possibilità di spaziare “senza confini”.
Per viaggiare nello spazio tra pianeti e costellazioni è sufficiente utilizzare il browser Chrome. Un’esperienza grafica davvero molto interessante, con la possibilità di navigare tra le stelle ed i pianeti con il semplice movimento del mouse, il tutto integrato con informazioni astronomiche multimediali.