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Crysis Remastered da oggi disponibile

Una Remastered splendida, per un gioco che ha segnato un’epoca:

Crytek ha allungato la longevità di questa meraviglia, ora anche i più giovani che non lo conoscevano avranno l’opportunità di apprezzarlo in una veste rinnovata e più facilmente disponibile su nuovi Pc e Console.

Sono molti di più, assolutamente una larga maggioranza i pareri positivi su questo nuovo lavoro di Crysis, che quelli negativi. Purtroppo è sempre difficile mettere tutti d’accordo, comunque peccato per chi non ha saputo apprezzare. Ora ci aspettiamo un Crysis 4, e ci si auspica che possa essere più simile a come era stato concepito il primo Crysis.

Buon divertimento con questo entusiasmante ritorno.

Edit del 26.09.2020!

Testato con un i7 4790 3.6 e una GTX 1060 3GB, 16 GB di Ram, il gioco è fluido con queste impostazioni:

Gli FPS con queste impostazioni tendono verso i 30, con alti, anche altissimi e bassi accettabili, risoluzione video Full HD.

Ray Tracing su Prestazione (quindi attivo via software).


Microsoft Flight Simulator 2020

Questo 2020 ha regalato agli appassionati di tecnologia un gioco di simulazione come mai precedentemente si erano visti, stiamo parlando di Microsoft Flight Simulator 2020. C’è già chi lo paragona a Crysis del 2007 poiché anche questo gioco per l’epoca era veramente qualcosa di eccezionale, tanto che ancora oggi viene preferito a moltissimi FPS attuali. Con Flight Simulator 2020 siamo ai limiti del fotorealismo come ben potete vedere nel video rilasciato da Microsoft:

Chi volesse acquistarlo può farlo su tutti i Store sulla rete, Steam ecc. ecc. Poichè il gioco è di Microsoft vi mettiamo qui il link di Microsoft:

Flight Simulator 2020

Chi non ha una buonissima connessione internet, può acquistarlo su Amazon, ci riferiamo alla versione Pc:

Microsoft Flight Simulator X Pc su Amazon


Crysis Remastered Pc, data di uscita 18.09.2020

La Crytek, dopo aver rilasciato il gioco per Nintendo Switch il 23.07.2020, ha finalmente reso pubblica la data di uscita della Remastered di Crysis per le restanti piattaforme, Console e Pc. Dal 18 di settembre infatti potremo rindossare la Nanosuit, questa volta però anche in 8k! (Pc e Monitor permettendo).

I giocatori Pc potranno acquistarlo su Epic Store, non sappiamo se sarà acquistabile anche su Steam e Microsoft Store, staremo a vedere cosa deciderà di fare la Crytek nel prossimo futuro.

Edit del 06.09.2020, prima immagine in 4K:

“la nuova modalità ‘Can it Run Crysis?’ è stata progettata per spremere fino all’ultimo bit della vostra configurazione hardware attraverso delle impostazioni illimitate che saranno accessibili esclusivamente su PC”

Nei giorni scorsi la Crytek ha reso noti i requisiti per poter giocare a questa Remastered, approfittiamo dell’edit di oggi per aggiungerli qui…

Minimi

  • Sistema Operativo: Windows 10 64-bit
  • Processore: Intel Core i5-3450 / AMD Ryzen 3
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1050 TI / AMD Radeon 470
  • Memoria grafica: 4 GB per il 1080p
  • Memoria: 8 GB
  • Archiviazione: 20 GB
  • DirectX: DX11

Consigliati

  • Sistema Operativo: Windows 10 64-Bit (aggiornamento più recente)
  • Processore: Intel Core i5-7600k o superiore / AMD Ryzen 5 o superiore
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1660 TI / AMD Radeon Vega 56
  • Memoria grafica: 8 GB per il 4K
  • Memoria: 12 GB
  • Archiviazione: 20 GB
  • DirectX: DX11

Il fatto che la Crytek abbia pensato a fare una Remastered e non un Remake secondo noi non è assolutamente un problema, considerato che a guidare il protagonista Nomad non c’è un numero prestabilito di “percorsi possibili”, piuttosto un “l’obbiettivo è quello, trova tu la tua strada”. Con solo qualche eccezione lungo il percorso, la campagna di Crysis è un vero e proprio sandbox aperto a tutte le sperimentazioni possibili da parte del giocatore, grazie alla notevole adattabilità dell’ambiente circostante e soprattutto ai poteri della Nanotuta. Quindi anche chi l’ha giocato senza approfondire in maniera esagerata potrà scoprire cose che non aveva mai visto in precedenza e divertirsi esattamente come la prima volta con l’aggiunta di notevoli miglioramenti grafici rispetto alla già spettacolare grafica del 2007.

Edit del 11.09.2020

Queste sono immagini della Xbox one X e Playstation 4 Pro, e sono già bellissime, immaginate la versione Pc cosa sarà…

La Crytek si rivela nuovamente portatrice di innovazione, in questo caso è la prima e l’unica ad aver portato il Ray Tracing su Console di Current Generation. La Crytek, sottolinea che i giocatori Pc avranno due opzioni disponibili, potranno attivare il Ray Tracing via hardware se la loro GPU lo supporta, altrimenti potranno attivare il Ray Tacing di Crytek via software. In questo link potete trovare tutti gli approfondimenti del caso:

https://www.cryengine.com/news/view/crysis-remastered-brings-ray-tracing-to-current-gen-consoles

Edit del 15.09.2020


Nuovo segnale dalla Crytek, Crysis Remastered Pc sta arrivando… Texture anche in 8k!

Su Facebook e Twitter, la Crytek ha postato questo post:

Traduzione:

“Squadra Raptor, preparatevi per l’atterraggio! L’attesa è quasi finita e promettiamo che ne varrà la pena! Si prega di attendere per ulteriori informazioni. Scarica lo sfondo del briefing con la nostra nuovissima nanotuta 8K rimasterizzata :

Nanosuit 8K

Quindi la Nanosuit e altre Texture del gioco saranno in 8k!


Windows 10, miglior controllo sulle GPU attive su uno stesso Sistema.

Con un prossimo aggiornamento Windows 10 aggiungerà in modo più mirato la possibilità all’utente di gestire le GPU disponibili (integrata e dedicata) in base alle proprie esigenze. Utilizzare ad esempio, la GPU integrata per lavori d’ufficio e  la GPU dedicata solo ed esclusivamente per il Gaming o altro.


Intel ri-entra nel mercato delle Schede Video dedicate – anche da Gaming

Intel ha confermato l’arrivo di una scheda grafica da gaming entro il 2021, sviluppando una nuova linea di GPU denominata Intel Xe-HPG destinata ai giocatori Pc e che supporterà nuove tecnologie come il ray tracing.

Confermata quindi la volontà di Intel di competere sul mercato delle schede video e di affrontare quindi NVIDIA e AMD in questo settore. Stando a quanto riportato Intel starebbe lavorando sulla GPU pensata per il gaming sin dal 2018. La nuova sotto-architettura prende il nome di Intel Xe-HPG ed entrerà a far parte della linea di chip grafici previsti da Intel, ognuno dei quali con un preciso target di mercato: Xe-LP per l’efficienza grafica (soluzioni integrate), Xe-HP per la scalabilità (data center) e Xe- HPC per l’efficienza computazionale (super Computer). Probabile che la GPU Xe-HPG si posizioni tra Xe-LP e Xe-HP, utilizzando un singolo tile da 512 EU e 4096 core con tanto di memorie GDDR6. La prima scheda grafica da gaming Intel avrà una potenza di calcolo sufficiente a supportare la risoluzione 4K e il tanto richiesto ray tracing.


Crysis remastered Pc

Crysis remastered per Pc sta arrivando, sarà veramente migliore della versione base? Il gioco a detta di Crytek sarebbe dovuto uscire circa due settimane dopo l’uscita su Nintendo Switch, quindi è ormai questione di ore o giorni. Pubblicheremo qui, da ora in avanti, tutte le novità subito dopo l’uscita del Gioco e nei mesi successivi per capire se effettivamente Crytek non ha tradito le aspettative per i Giocatori Pc. Con la console di Nintendo è stato fatto un buon lavoro si spera facciano lo stesso anche su Pc. A breve le novità..

 


DirectX 12 Ultimate, Nvidia e Windows 10 update

Driver DirectX 12 Ultimate disponibili con gli ultimi driver Nvidia

Nvidia ha rilasciato da poche ore i suoi driver 451.48 sia in versione Game Ready che Studio, entrambi scaricabili dal sito del produttore oppure tramite GeForce Experience.

Questi nuovi driver sono estremamente importanti perché aggiungono il pieno supporto alle API DirectX 12 Ultimate integrate nell’aggiornamento cumulativo di maggio per Windows 10. I nuovi driver Game Ready sono anche i primi driver pubblici a offrire pieno supporto all’API Vulkan 1.2 sulle GPU GeForce e Titan.

Le novità introdotte:

  • DXR 1.1 che introduce diverse tecniche di rendering tra cui il Ray Tracing inline e indirect execution of Rays;
  • Variable Rate Shading, il quale permette di avere delle prestazioni superiori riducendo il numero di calcoli degli shaker per tutte quelle superfici secondarie e che vengono considerate meno importanti, il tutto senza impattare sul risultato visivo finale;
  • Mesh Shader, una tecnica di processare grandi mole di dati in maniera più efficiente. Fino ad ora era un’estensione sviluppata da Nvidia, ora invece è parte integrante delle nuove API;
  • Sampler Feedback, una tecnologia che permette di utilizzare la VRAM in maniera più efficiente.

Per poter usufruire di questi benefici anche su schede video AMD, dovremo aspettare l’uscita dell’architettura RDNA 2.

L’aggiornamento di maggio per Windows 10 ha però introdotto anche un’altra importante novità, ovvero “Hardware accelerated GPU scheduling”, ora utilizzabile grazie a questa nuova versione dei driver di Nvidia, che consente alla scheda video di gestire in modo diretto la propria memoria video così da migliorare le prestazioni e ridurre la latenza.

Questo dovrebbe portare diversi benefici in moltissimi scenari, gaming compreso. Per abilitarlo, una volta aggiornato il nostro sistema, basterà recarsi sulle impostazioni grafiche di Windows, attivare la funzione:

e infine riavviare il sistema.

Questi nuovi driver portano tantissime novità, potete scaricarli direttamente dal sito ufficiale di Nvidia cliccando Qui


Crytek, Benchmark Ray Tracing – Crysis Remastered

Qui di seguito pubblichiamo il benchmark di ray tracing basato sulla demo di Neon Noir, mostrata attraverso un video durante la Game Developers Conference (GDC) di quest’anno. I giocatori su Pc quindi possono scaricare il benchmark sul sito di Crytek il quale funziona sia su GPU AMD che su NVIDIA.

Crytek prevede di ottimizzare questa tecnica(quindi forse la vedremo anche su Crysis Remasterd), per trarre vantaggio dai miglioramenti delle prestazioni, in futuro. Questa tecnologia supporterà API di basso livello come Vulkan e DX12. Inoltre, sarà compatibile con tutte le future schede grafiche di tutti i produttori. Quindi capace di girare anche su Schede Video prive di unità di accelerazione specializzate.

Il ray tracing è una tecnica di rendering che simula complessi modelli di illuminazione. La nuova funzione di ray tracing di Cryengine semplifica e automatizza il processo di rendering e creazione dei contenuti. Pertanto, il motore può riflettere correttamente gli oggetti animati e i cambiamenti nell’illuminazione.

Di seguito potete trovare i requisiti  per far funzionare il benchmark.

  • AMD Ryzen 5 2500X CPU/Core i7-8700
  • AMD Vega 56 8 GB VRAM/Nvidia GTX 1070 8 GB VRAM
  • 16 GB System Ram
  • Win 10 x64
  • DX11

Vedremo se potrà girare anche su hardware meno equipaggiato…


Crysis Remastered – Pc – confermato! Trailer 2020

Intanto per riallacciarci ad un nostro recente articolo:  FPS, CPU-RAM-HD-SSD e GPU/V-RAM

interessante il punto sul quale si è soffermato Hardware Upgrade il quale ricorda che Crytek stia  lavorando già da tempo a un Ray Tracing “agnostico” cioè  capace di girare anche su schede video prive di unità di accelerazione specializzate: l’azienda ne ha dato un assaggio con la tech demo Neon Noir su RX Vega 56.

Quindi, se questa tecnologia venisse implementata già su questa Remastered ad esempio, una GTX960 – GTX1060 3GB /altro (o AMD equivalenti) che non hanno il  supporto al Ray Tracing, potrebbero riuscire a gestire il gioco anche con la funzione attiva “agnostica” di Ray Tracing di Crytek. Staremo a vedere, non ci resta che attendere l’uscita del gioco o eventuali dichiarazioni ufficiali di Crytek in tal senso.

Riapre il sito Ufficiale di Crysis 1 !

Aggiornamento del 20.04.2020:

Stando all’annuncio di Critek, che ha co-sviluppato il titolo con Saber Interactive per quanto riguarda la versione Switch, a breve torneremo a indossare la nanosuit nel remaster di Crysis 1. Tuttavia, la serie sparatutto presenta altri capitoli e sembra che questa versione remaster sia solo un primo passo.

Stando a quanto comparso su Reddit, infatti, i fan potrebbero aspettarsi anche le remaster degli altri capitoli. Un utente del famoso forum, crede che i prossimi giochi arriveranno gradualmente, come accaduto per Master Chief Collection su PC.

Gli indizi provengono da due tweet sospetti di Tim Willits di Saber:

Ho sempre amato i giochi di Crysis ed è entusiasmante lavorare con Crytek per portare questi giochi a un nuovo pubblico” e “parleremo dei remaster al più presto. Sono contento che le persone siano eccitate“. E’ facile notare che Willits usa il plurale per parlare di Crysis.

Un altro indizio proviene dal comunicato Ufficiale di Crytek. Rileggendo con attenzione l’annuncio, la compagnia parla di “focus sulle campagnsingle player” e dunque sembra non parlare solamente di una campagna.

Infine, l’utente menziona una voce comparsa su 4chan, da verificare, che parla di un potenziale Crysis 4 all’orizzonte. Secondo il rumor (da prendere con la dovuta cautela), un capitolo completamente nuovo arriverebbe solo in caso di successo dei remaster, che comprenderebbero anche l’espansione Warhead, Crysis 2 e 3.

Che ne pensate? Dobbiamo aspettarci una sorta di “Crysis Collection Remastered”?

Fonte dell’aggiornamento: Eurogamer.it

Intanto in rete sono comparsi i requisiti hardware utili per poter giocare a Crysis Remastered:

Requisiti minimi di Crysis Remastered:

  • Sistema Operativo: Windows 7 64bit
  • Processore: Intel Core i5-4590 3.3GHz / AMD Ryzen R3 1200
  • Memoria RAM: 8 GB
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 660 Ti / AMD Radeon R9 370
  • Hard Disk: 20 GB di spazio su disco

Requisiti raccomandati di Crysis Remastered:

  • Sistema Operativo: Windows 10 64bit
  • Processore: Intel Core i5-6500 3.2GHz / AMD Ryzen R5 1400
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 1060 6GB / AMD Radeon RX 480 4GB
  • Memoria RAM: 12 GB
  • Hard Disk: 20 GB di spazio su disco

Arrivano gli SMS 5G, i tradizionali SMS dovranno farsi da parte definitivamente. La vita si complica anche per WhatsApp…

I vecchi SMS, riescono ancora a tirare avanti, nonostante tutto. Ma la stangata finale, pare ormai alle porte, non dai più comuni servizi di messaggistica istantanea, ma arriverebbe da un altro servizio che, a quanto pare, è in dirittura d’arrivo: i messaggi 5G.

Da una conferenza stampa tenutasi nelle scorse ore in Cina fra i vari maggiori esponenti del settore telefonia, risulta sempre più vicino il nuovo servizio di messaggistica basato sulle reti di quinta generazione: i cosiddetti messaggi 5G.

Si tratta di una nuova tecnologia che va a eliminare il limite di lunghezza degli SMS tradizionali, supporta vari formati multimediali (fra cui file audio, video, eccetera), funziona sia online che offline e consente di leggere dei rapporti sullo stato dei messaggi. Se ciò non bastasse, i messaggi 5G aprono la strada inoltre a nuove possibilità d’uso fornendo degli extraintegrati come la ricerca di servizi o la compatibilità con i pagamenti.

I vecchi SMS avranno così un motivo in più per farsi da parte, anche WhatsApps dovrà alzare la guardia, chiaro, per ora stiamo parlando del mercato cinese, che dovrebbe lanciare i messaggi 5G per il grande pubblico entro giugno 2020, con Huawei che dichiara di iniziare i primi test di questa funzione a breve.

Le altre società coinvolte nella questione sono Samsung Xiaomi, OPPO, Vivo, Lenovo, Meizu e ZTE. Ma per ulteriori dettagli in proposito è necessario attendere…

Fonte Tutto su Android


FPS, CPU-RAM-HD-SSD e GPU/V-RAM

Poiché questo sito nasce per dare consigli su come sfruttare al massimo i propri componenti hardware è utile sapere quanto segue…. Intanto è consigliato di non dare sempre per buoni i “consigli” di chi afferma che la Scheda Video, CPU o le Ram sono addirittura da cambiare semplicemente perché i componenti hanno qualche anno sulle loro spalle o perché a detta loro  i giochi così detti di “nuova generazione” richiedono “determinati” requisiti hardware, determinati da chi??? (Ognuno ha la sua opinione, rispettabile ma assolutamente non applicabile sempre in altri contesti che non siano strettamente i loro). Molto spesso, i requisiti hardware pubblicati dalle case di sviluppo dei giochi per Personal Computer sono molto generici poiché chiaramente non potendo valutare caso per caso pubblicano requisiti standard con i quali sono certi che chiunque con quei requisiti, possa far girare senza problemi il loro gioco sul proprio Pc. Quest’ultima cosa è più che comprensibile e condivisibile, anche noi fossimo una casa di sviluppo di videogames probabilmente faremmo lo stesso. Considerate che subito dopo l’uscita di un gioco, spesso vengono riscontrati problemi software(in questo caso ci riferiamo al gioco stesso) che poi vengono risolti più o meno bene dalle case di sviluppo del gioco distribuendo Patch mirate, immaginatevi se a questo si aggiungessero problemi relativi a hardware “inadatto” poiché relativamente obsoleto, però rientrante tra i requisiti hardware PUBBLICATI. Scatenerebbe chiaramente moltissime polemiche.

Gente più esperta o curiosa, come chi sta leggendo questo articolo, saprebbe come arginare eventuali problemi, ma è chiaro che le software house non possono considerare questa netta minoranza.

Le cause di caduta delle performance del proprio Pc durante il gioco di un determinato titolo possono essere molteplici (ci riferiamo in questo articolo al solo gioco in single player mode e non in multiplayer mode, dove in quest’ultimo modo potrebbero aggiungersi problemi di rete che non affronteremo questa volta, lo faremo in un prossimo articolo). Non è vero che il calo degli FPS durante un gioco sia da attribuire per forza di cose solo alla GPU/CPU/RAM. Può dipendere da diversi fattori, non solo da ricondurre al proprio Sistema ma anche a fattori esterni allo stesso e spesso anche  tra loro concatenati. Comunque da un minimo di 24 FPS il gioco è stra-giocabile, poi vedremo il come e il perché.

Eventuali problemi interni al nostro Sistema di gioco:

  • Agire sul settaggio del gioco, partire con il settaggio al massimo consentito per poi scalarlo di volta in volta, se si vuole invece prima ottimizzare il proprio Sistema e poi eventualmente andare a scalare i settaggi del gioco passate ai punti successivi qui di seguito…
  • Alimentatore sotto dimensionato , qui di seguito nostra guida per risolvere il problema High Voltage
  • Sistema Operativo instabile, non aggiornato o non settato alle massime potenzialità;
  • Disabilitare/abilitare eventuali profili di risparmio energetico e nel caso di Windows 10 abilitare: Mettiamo il Turbo a Windows 10
  • Abilitare il Game Mode in Windows 10: Game Mode
  • Bios non ottimizzato o aggiornato alla ultima release, è consigliato al suo interno disabilitare periferiche integrate non utilizzate e se non è aggiornato aggiornarlo;
  • Quantità/Velocità di RAM di Sistema/V-RAM troppo basse (ad oggi è richiesto almeno un minimo di 4GB di RAM di Sistema, utile tra l’altro averne il più possibile poiché la RAM di Sistema va spesso a sopperire alle mancanze di altro hardware (vedi le V-RAM delle GPU ad esempio, dove in linea di massima spesso per poter giocare sono richiesti un minimo di 1/2GB di V-RAM). Inoltre più la RAM di Sistema è veloce e meglio riesce a sopperire a queste mancanze(consiglio, oltre alle capacità base delle proprie RAM, in caso quest’ultime siano state concepite allo scopo si potrebbe pensare di abilitare da BIOS di Sistema la funzione X.M.P che permette alle proprie RAM di funzionare con una sorta di Overclock di fabbrica), considerando inoltre che la V-RAM… vuoi per dove è posizionata rispetto al processore della GPU, vuoi per le caratteristiche stesse della V-RAM è sempre più performante rispetto alla RAM del Sistema;
  • CPU limitata, (CPU limit), la CPU non riesce a lavorare alla pari della GPU;
  • GPU limitata, (GPU limit), la GPU non riesce a lavorare alla pari della CPU.
  •  In entrambi i casi di CPU/GPU limit a volte si possono compensare questi squilibri facendo un leggero overclock sul componente in maggiore difficoltà. Altrimenti in casi estremi bisogna sostituire il componente in difficoltà.
  • Hard Disk lento, influisce moltissimo sul caricamento dei giochi, consigliati Hard Disk ( Performance Desktop Hard Disk Drive da 1TB minimo, 7200 RPM, SATA 6 Gb/s, Cache 64GB, 3.5″) di ultimissima generazione, meglio se SSD.
  • Abilitare da BIOS funzioni turbo o altro (vedi ad esempio la funzione TURBO sui processori INTEL);
  • Driver della Scheda Video non aggiornati all’ultima release disponibile, non sempre è necessario che siano Driver aggiornati all’ultima release rilasciata dal produttore di cui la propria GPU è facente parte,  l’importante però che sia l’ultima release esistente o l’ultima più stabile per il tipo di Scheda Video che si ha sottomano anche se il produttore ha cessato il supporto di ulteriori Driver;
  • Scelta della risoluzione dello schermo, le impostazioni consigliate per godere al meglio del proprio gioco sono in HD ( Risoluzioni 1280×720 pixel o 1366×768 pixel) o Full HD (Risoluzione 1920×1080) quest’ultima chiaramente migliore delle prime. Altre risoluzioni sono per Personal Computer equipaggiati con hardware aggiornatissimi di alto livello 4K (Risoluzione 3840×2160 pixel ecc. ecc.). Chiaramente alle risoluzioni proposte esistono delle vie intermedie che ognuno può scegliere in base alle proprie esigenze (un buon rapporto qualità dell’immagine e prestazioni sarebbe auspicabile).

Eventuali problemi esterni al nostro Sistema di gioco:

  • Gioco non propriamente ottimizzato per funzionare al top con l’hardware dei Personal Computer (vedi i porting da Console ad esempio) dove agire sul settaggio di gioco serve a poco o nulla e lo stesso dicasi per quanto sopra consigliato;
  • Patch distribuite dalle software house dei giochi inadeguate;
  • Driver delle Schede Video inadeguati;
  • Aggiornamenti del Sistema Operativo che influiscono sulle prestazioni dello stesso sui quali spesso vengono posti dei rimedi molto tempo avanti all’uscita del gioco:
  • Oppure mancanza di aggiornamenti del Sistema Operativo che lo rendono instabile con certi tipi di giochi.

Come potete vedere quindi sono molteplici i fattori che influiscono sulle performance di gioco, e sicuramente ve ne sono anche delle altre più o meno comuni che non abbiamo pensato o che semplicemente non rientrano in caratteristiche a fattor comune. Quello che però possiamo chiarire intanto è di non preoccuparsi assolutamente nel caso in cui la propria GPU non riuscisse raggiungere i tanto blasonati 60 FPS più o meno stabili che siano.

24-30 FPS sono più che sufficienti per considerare un gioco stabile, considerate che l’occhio umano oltre i 24 FPS non nota differenze, 30 e 60 FPS potrebbero migliorare la stabilità dell’immagine ma non sempre è necessario. Eventuali problemi che possono rendere un gioco instabile dai 24 FPS in poi sono derivanti da altre problematiche che nulla o poco hanno a che vedere con i fotogrammi per secondo.

La quantità di V-RAM è importante ma non determinante, li dove venisse a mancare il quantitativo di V-RAM comunque interverrebbe la RAM di Sistema come già anticipato all’inizio dell’articolo(per questo mettetene quanta più potete, partendo da un minimo di 4GB).


Crysis Remastered in arrivo…

Sempre più insistenti le voci che danno un remaster di Crysis quasi certo…

il video qui su lo abbiamo aggiunto per stimolare i vostri sensi da giocatori Pc, chiaro che non è riferente al remaster di cui stiamo parlando. Il video qui su riporta un “Crysis mod” effettuato/e da appassionati.

Il video che invece svelerebbe per la seconda volta un possibile remaster di Crysis è il seguente:

Da un articolo di Hardware Upgrade :

“Per la seconda volta, Crytek ha fatto riferimento a una nuova versione di Crysis. Con la nuova generazione di console alle porte, un remake/remaster di uno dei giochi tecnicamente migliori di sempre è inevitabile…

Nel nuovo video di presentazione del CryEngine, Crytek fa (di nuovo) riferimento al ritorno di Crysis. Il video fa una carrellata dei giochi realizzati con CryEngine negli ultimi dieci anni, per poi mostrare la scritta “Non si smette di migliorare”. Dopo di che, al culmine della sequenza, ecco le immagini del primo Crysis. Con la prossima generazione di console all’orizzonte, non c’è momento migliore per rimasterizzare Crysis e sfruttare la piena capacità hardware di PS 5 e Xbox Serie X.

Il franchise è sempre stato punto di riferimento nell’evoluzione della grafica e il rilascio di nuovi hardware darà a Crytek la possibilità di mettere in mostra ancora una volta sé stessa e il suo motore grafico.”

E noi su quest’ultimo punto aggiungiamo… sperando che lo faccia prendendo come principale riferimento l’hardware dei Personal Computer e non le Console!

Continua così l’articolo…Un remake/remaster sembra inevitabile. Anche perché Electronic Arts, che al momento controlla il brand Crysis, ha già confermato di essere al lavoro “su emozionanti remaster dei giochi più amati dai fan” con riferimento specifico a due nuovi titoli in sviluppo presso team di terze parti. Inoltre, non è la prima volta che Crytek fa un velato riferimento al ritorno di Crysis. In un trailer tecnologico dello scorso settembre c’era un riferimento al primo Crysis simile a quello di cui ora stiamo parlando”.

Fonte: Hardware Upgrade

Aggiornamenti oggi 13.04.2020…

Altra ipotesi che una Remastered sia in fase di sviluppo arriva dalla pagina ufficiale di Crysis. Gli sviluppatori hanno infatti aggiornato questa pagina durante il primo di Aprile inserendovi l’eroe originale: Jake “Nomad” Dunn.

Sito di Crysis  qui

In un’altra circostanza, a causa del giorno in cui c’è stato questo test “aggiornamento”, l’ipotesi sarebbe caduta nell’impossibilità; questo soprattutto dopo che il sito Spieltimesha trovato nel codice della pagina la dicitura “Pesce d’aprile” come potete vedere qui di seguito.

Crisis Remastered

Il dato più importante (e che avvalora il tutto) risale a poche ore fa e arriva proprio dalla pagina ufficiale Twitter di Crysis. Sarebbe stato infatti pubblicato un post “teaser” con la semplice dicitura “Receiving Data”. Con questo semplice post i fan si sono infatti scatenati, tra post di Hype ed altri più scherzosi riguardo a quali PC saranno in grado di farlo girare a piena potenza…

Crysis

@Crysis

RECEIVING DATA

Qui il post su Twitter e la discussione in merito…
Speriamo dunque di ricevere al più presto novità al riguardo e che la Remastered di Crysis diventi presto realtà su Pc.
Aggiornamento del 16.04.2020

Praticamente ufficiale, Crysis Remastered è realtà!

Crysis Remastered 


I Computer quantistici sono realtà

“In un paper pubblicato sul giornale scientifico Nature, Google ha affermato di aver tagliato il tanto atteso traguardo della “supremazia quantistica”, ossia un computer quantistico è riuscito a svolgere un calcolo che su un supercomputer tradizionale impiegherebbe una quantità di tempo incredibilmente esagerata.”

Fonte: Tom’s Hardware

Per capire l’enorme impatto che avranno le macchine quantistiche sulle attuali:

“Nello specifico si parla di un calcolo matematico (l’uscita di alcuni circuiti specializzati, con in ingresso numeri generati casualmente prodotti mediante uno scenario specializzato che coinvolge due fenomeni quantistici) che il miglior supercomputer attuale, Summit, completerebbe a detta di Google solo dopo 10.000 anni. Il computer quantistico di Google, basato sul processore quantistico Sycamore con 53 qubit, ci ha invece messo 3 minuti e 20 secondi.” 

Chiaramente avrà un enorme, enormissimo impatto anche sull’umanità stessa. Un passaggio tecnologico epocale!

Link all’articolo completo: Supremazia quantistica


Giochi Xbox nativi su PC

Windows 10 Insider Preview Build 18334 fa girare i giochi Xbox nativi su PC.

“Siamo entusiasti di portare su PC la tecnologia costruita su misura per i giochi”

sono le parole usate da Microsoft sul blog ufficiale che in modo criptico rivelano la capacità della nuova versione beta di Windows 10, Insider Preview Build 18334, di eseguire i file Xbox One dei giochi.

Articolo di hwupgrade.it:

“Il tutto viene spiegato con una guida destinata a chi ha accesso a questa versione preview che fa riferimento al gioco State of Decay, che nella versione PC è disponibile solo tramite Steam e che Microsoft distribuisce unicamente nella versione Xbox.

La guida prevede il download dei file di gioco attraverso l’Hub di Xbox Insider e questo avviene tramite l’indirizzo assets1.xboxlive.com piuttosto che dal classico serverdl.microsoft.com, dal quale provengono tutti i contenuti Windows, inclusi i titoli PlayAnywhere. Inoltre, il fatto che i file di questa versione di State of Decay siano strutturati nel formato .xvc, usato solitamente da Microsoft per i giochi Xbox One, è un’ulteriore conferma che si tratta di file nativamente pensati per essere eseguiti sulla console. Questo formato può essere gestito all’interno di Windows 10 tramite la PowerShell in seguito a un recente aggiornamento di sistema.

La procedura richiede inoltre l’installazione delle DirectX, atipica perché viene ormai da tempo gestita tramite Microsoft Store. “Avviene a scopo di test: andate avanti e completate l’installazione, e il gioco verrà avviato in seguito” si legge nella guida. Si avverte inoltre che il software di anti-cheat BattleEye (usato anche in Fortnite e PlayerUnknown’s Battlegrounds) potrebbe non funzionare correttamente se non si usa una Preview Build recente.”

La notizia, per il resto, conferma le intenzioni di Microsoft di spingere ulteriormente verso il settore gaming.

Fonte: https://www.hwupgrade.it/


Play Station Now x Pc

si avete capito bene, si può giocare a giochi che prima erano solo esclusiva per Play Station anche su Pc. Chiaramente i giochi in uscita saranno esclusiva Play Station per un certo periodo di tempo, ma dopo  saranno disponibili (a seconda delle scelte di Sony) anche su Pc.

A noi ci viene in mente un gioco a “caso”…. vogliamo iniziare con cautela immaginandoci Uncharted 4 su Pc perchè difficilmente Sony metterà subito disponibile su Play Station Now l’ultimo episodio della serie… lo stesso dicasi per gli altri giochi appena usciti.

Certo è che la piattaforma Pc è tornata ad avere a disposizione un cospicuo numero di Giochi, usufruendo anche dei giochi realizzati per console.

Potete scaricare l’APP Play Station Now x Pc qui di seguito:

Play Station Now x Pc

Edit del 12.03.2019

Da oggi 12.03.2019 è disponibile anche in Italia


Mettiamo il turbo a Windows 10

Mettere il turbo a Windows 10? Si è possibile… grazie a un aggiornamento di Windows 10, ma come vedrete da questa guida il turbo lo metterete principalmente al vostro Hardware.

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Ultimate Performance Power (prestazioni eccellenti in italiano) è il nuovo piano energetico che Microsoft ha introdotto in Redstone 4 e oggi vediamo come abilitarlo in tutte le edizioni di Windows 10:

questo nuovo  piano energetico di Windows 10 è studiato appositamente per garantire le massime prestazioni del PC a scapito dell’autonomia che viene piuttosto ridotta(ad esempio nei notebook). Secondo Microsoft, questa nuova modalità energetica offre non solo prestazioni massime assolute ma elimina anche del tutto le microlatenze associate a tecniche di gestione dell’energia. Sfortunatamente Microsoft ha reso disponibile tutto ciò solamente per Windows 10 Pro for Workstation, una particolare versione del sistema operativo dedicata ai computer di classe Workstation.

Ma…

Upgrade It vi spiega come abilitare l’Ultimate Performance Power anche nelle altre edizioni di Windows 10 indubbiamente più diffuse; in questo modo potrete spingere al massimo la potenza del vostro PC per effettuare determinati lavori che richiedono delle risorse maggiori rispetto alla norma (es. gaming ed editing video):

Assicurati di aver aggiornato il tuo PC con Windows 10 versione 1803. Puoi verificarlo in Impostazioni > Sistema > Informazioni. 

  • Ora, apri Impostazioni > Sistema > Alimentazione e sospensione > Impostazioni alimentazione aggiuntive.Abilitare-la-modalità-Ultimate-Performance-in-Windows-10
  • A questo punto, espandi l’opzione che dice “Mostra combinazioni aggiuntive”. Se non vedi la Modalità prestazioni eccellenti, segui i passaggi successivi;
  • Apri il prompt dei comandi come amministratore: per farlo digitare nel box di ricerca di Cortana CMD e cliccare col tasto destro del mouse scegliendo Esegui come Amministratore, cliccare Si se viene chiesto il Controllo dell’account utente.
  • Nel prompt dei comandi quindi, copia il seguente comando: powercfg -duplicatescheme e9a42b02-d5df-448d-aa00-03f14749eb61 
  • e premi Invio;
  • Ora apri di nuovo Impostazioni > Sistema > Alimentazione e sospensione > Impostazioni alimentazione aggiuntive e seleziona il piano di potenza per prestazioni eccellenti.Devi sapere che… nella modalità prestazioni eccellenti succede questo:
  • L’hard disk non va in sospensione.
  • La frequenza del timer di Javascript è al massimo.
  • Ibernazione e Sospensione sono disattivati.
  • Stato del processore, Criteri di raggruppamento, velocità massima del processore sono al massimo.

La teoria quantistica supporta concetti trovati nelle NDE

I principi della fisica quantistica e della meccanica quantistica supportano concetti trovati nelle NDE tra cui:

Per tradurre le pagine Wikipedia dall’inglese all’italiano qui su linkate, usate Google  traduttore per mezzo del browser Chrome.

Fonte: Kevin R. Williams


L’esperienza di lavoro di Penny Sartori, raccontata da un collega.

Abbiamo giá pubblicato articoli su Penny Sartori, che prima come infermiera e poi quale Dottoressa ha avuto modo di fare importanti esperienze sul campo delle NDE, esperienza che in questo articolo è stata raccontata dal punto vista di suoi colleghi:

“in questo articolo racconteremo l’esperienza di una collega inglese Penny Sartori, che ha lavorato per oltre 20 anni in unità di terapia intensiva degli ospedali gallesi Singleton e Morriston, raccogliendo delle esperienze professionali “particolari”.

Sono proprio questi luoghi di cura (cure palliative o di terapia intensiva) degli ospedali che avendo uno stretto rapporto con la morte, danno luogo a numerose esperienze che sfuggono a qualsiasi spiegazione razionale. Pazienti che intuiscono il momento esatto in cui moriranno, altri che sembrano decidere da sé il giorno e l’ora, affrettando o ritardando la morte, sogni premonitori di familiari o presentimenti di terze persone che senza neanche sapere che qualcuno è ricoverato o ha subito un incidente sono sicuri che sia morto.

Solo i professionisti sanitari, soprattutto infermieri che assistono il paziente fino all’ultimo secondo della loro vita, quindi lavorando da vicino con i pazienti terminali conoscono in prima persona la portata e la varietà di queste strane esperienze. Molti ne parlano ma pochi hanno approfondito studi su questo fenomeno. Infatti molte volte passano come eventi paranormali o soprannaturali perché la scienza non è stata capace di offrire alcun tipo di risposta. Un’etichetta “troppo vaga per la grandezza di queste esperienze”, secondo l’infermiera britannica Penny Sartori. Inizialmente scettica sul fenomeno, Penny Sartori ne è tuttavia stata testimone così tante volte (nel suo ruolo di infermiera) da sentire il bisogno prima di studiarlo a fondo e poi di descriverlo. E ha scoperto che si tratta di un’esperienza cruciale, capace di cambiare in maniera profonda chi la vive, indipendentemente dalle sue credenze. E capace anche di insegnarci qualcosa di molto importante sulla vita e sul coraggio col quale bisogna affrontarla.

Una carriera sufficientemente solida per aver visto di tutto, intuire standard ed elaborare ipotesi su questi fenomeni. Pensieri raccolti in un libro “Oltre il confine della vita”, Penny Sartori racconta che cosa sono le “near death experiences” (esperienze di pre-morte) come hanno influito su chi le ha vissute come si verificano cosa dice la scienza al riguardo e ci fa capire perché il loro messaggio positivo ci aiuta a vivere meglio, perché non bisogna “temere” quello che ci aspetta, perché possono aiutare a superare la paura della morte.

“Allucinazioni” condivise da familiari

Nel corso della sua carriera, la Sartori ha incontrato pazienti che hanno vissuto esperienze vicine alla morte (EVM) e familiari che hanno vissuto da vicino esperienze di morte condivisa (EMC). La quantità e la ripetizione degli standard fa sì che l’infermiera scarti l’ipotesi della casualità o dell’impossibilità di trovare un ragionamento logico per questo diffuso fenomeno.

Tra il 70 e l’80% dei pazienti aspetta di stare solo nella stanza prima di morire.

La tesi principale della Sartori è che “il nostro cervello è indipendente dalla coscienza. È il mezzo per canalizzarla, per cui in realtà è fisicamente estranea al corpo”. Un’idea che spiegherebbe, perché “l’anima e la coscienza possono sperimentarsi al margine del corpo”, come nelle EVM o nella meditazione buddista.

Gli esempi di cui la Sartori si avvale nel suo libro sono molto numerosi, ma tutti coincidono in genere nel fatto che i pazienti che vivono le EVM sono sempre quelli che abbracciano la morte nel modo più tranquillo e felice, come i familiari che presentono la morte dei propri cari. Perché? In base agli incontri che ha avuto con questi ultimi, è dovuto al fatto che sono convinti che si tratti solo della fine della vita terrena.

Al margine del fatto che siano persone credenti, agnostiche o atee, tutte sperimentano il sogno o la visione di come il familiare se ne andrà da questo mondo guidato da qualcuno (coniugi già defunti, esseri anonimi o angeli) e con una chiara sensazione di “pace e amore”. All’inizio, riferisce la Sartori, “mi colpiva il fatto che alcuni familiari dei defunti non si sentissero tristi dopo aver diagnosticato la morte del proprio caro, ma parlandoci mi sono resa conto che in realtà erano tranquilli per il fatto di aver sperimentato questa sensazione di trascendenza della vita”.

Scegliere il momento “più appropriato” per morire

Non è il caso degli esempi di persone che sapendo quando moriranno chiedono di restare qualche minuto da soli o lo fanno proprio quando il familiare, che rimane tutto il tempo al loro fianco, li abbandona solo un momento per andare in bagno. Altri casi che richiamano l’attenzione allo stesso modo sono quelli delle persone che muoiono subito dopo aver visto un familiare che tardava ad andare a trovarli perché era all’estero, o quando terminano tutti i documenti relativi a eredità e assicurazioni sulla vita. “Sembrano attendere che avvenga un evento specifico per permettersi di morire”, ha riferito l’infermiera. La sensazione di trascendenza è sperimentata sia dai credenti che dagli agnostici o atei.

Il direttore del Tucson Medical Center John Lerma, specializzato in cure palliative, ha raccolto esempi molto simili a quelli citati dalla Sartori in Into the Light: Real Life Stories About Angelic Visits, Visions of the Afterlife, and Other Pre-Death Experiences (Nella Luce: Vere Storie di Vita su Visite Angeliche, Visioni dell’Aldilà e Altre Esperienze Pre-Morte, New Page Books). Secondo i suoi resoconti, tra il 70 e l’80% dei pazienti aspetta che i propri cari escano dalla stanza per morire.

La Sartori rifiuta di credere che queste esperienze siano motivate da allucinazioni. “Non è possibile che varie persone vedano la stessa cosa e siano capaci di descriverla in modo uguale se è davvero una percezione distorta della realtà”, ha indicato. Una tesi che si basa sulle famose teorie del professor Raymond Moody, che ha coniato il concetto di esperienze vicine alla morte alla fine degli anni Settanta del Novecento.

I suoi studi più innovativi si concentrano sulle esperienze condivise dalle persone che accompagnano coloro che si trovano in trance di morte. “Aprono una via completamente nuova di illuminazione razionale sulla questione della vita dopo la morte, perché le persone che comunicano queste esperienze sono sane. In genere sono sedute accanto al letto di morte di una persona cara quando sopravviene una di queste esperienze meravigliose e misteriose. E il fatto stesso che le persone non siano prossime alla morte invalida la clausola di esenzione. Visto che le loro esperienze non si possono attribuire a mancanze della chimica cerebrale, dovremo andare al di là di questa argomentazione”.

Nuove vie di studio

Il ricorso, “cinico” secondo la Sartori, a spiegare questo fenomeno a partire dalle disfunzioni cerebrali non si sostiene nemmeno con gli esempi di persone ricoverate con Alzheimer avanzato che all’improvviso recuperano la capacità di raziocinio.

“Si tratta di pazienti in uno stadio terminale della malattia, incapaci di articolare la parola, che in modo sorprendente iniziano a parlare con la massima coerenza, interagendo con gente che non è nella stanza e che spesso sono familiari defunti – ha spiegato la Sartori – in genere accade che dopo questa esperienza smettono di essere agitati e finiscono per morire con un sorriso sul volto, solitamente uno o due giorni dopo”.

Anche l’idea che queste visioni siano indotte dai farmaci non è accettata dalla Sartori, perché “questi provocano ansia, tutto il contrario di ciò che provano i pazienti”.

Nel suo libro, l’autrice sostiene che questo tipo di esperienze, raccolte nel corso di tutta la sua carriera, possono essere fondamentali per dimostrare l’esistenza di una vita dopo la morte, e che devono almeno aprire una nuova via di studio (come alcune che partono dalla fisica quantistica) per gli studi scientifici. Quello di cui dice di essere convinta è che “la morte non è terribile quanto la immaginiamo di solito….il paradiso non è un luogo, ma una condizione mentale presente in tutti noi. Dobbiamo soltanto scavarci dentro e trovarlo”.”

Articolo di Giuseppe Papagni.

Fonte: NurseTimes


Gaming-Fibra-City, la Rete ottimizzata per il Gaming.

Gaming-Fibra-City sfrutta la rete di Open Fiber in tecnologia FTTH (Fiber to the home , tradotto in italiano: fibra fino a casa), un collegamento in fibra ottica che raggiunge la singola unitá abitativa. Dagli “ideatori” viene definita come “una Rete ottimizzata per il Gaming”.


I migliori giochi per Pc di sempre

In questi anni giochi per Pc ne sono usciti tantissimi e di anno in anno è molto difficile riuscire ad avere costantemente un’idea di insieme rischiando così di perdere un gioco che avremmo potuto giocare e che invece abbiamo “perso”.

In rete abbiamo trovato questa interessantissima classifica dei migliori Giochi per Pc usciti negli ultimi anni:

Classifica migliori giochi Pc

La fonte è Multiplayer.it

Se conoscete classifiche utili alternative a questa fatecelo sapere, aggiungeremo il link a questo articolo. Considerate che nella lista che abbiamo segnalato noi i giochi si distinguono per migliore qualità e non è determinante l’anno di uscita, infatti siamo al 2018 e primo nella lista attualmente è posizionato Half-Life 2. Multiplayer.it ha stilato la classifica considerando sia le valutazioni della loro redazione, che le valutazioni dei propri lettori. La quantità di giochi presenti nella lista è considerevole, inoltre ogni gioco è ben recensito.

In questo modo si potrà così giocare quel Gioco che avevamo “perso” anche a distanza di mesi o anni dalla sua uscita.


Intervista al Dr Parnia, nei prossimi due decenni credo si scoprirà che continuiamo ad esistere dopo la morte…

Ciò che l’evidenza suggerisce è che l’anima, il sé, la psiche, qualunque cosa tu voglia chiamarla, non si annichiliscono, anche se il cervello si è spento. Ciò suggerisce che parte di ciò che ci rende ciò che siamo – una parte che è molto reale – non è prodotta dal cervello. Invece, il cervello si comporta come un mezzo di mediazione tra il qui e “l’oltre”. Tutto ciò che non vediamo o non possiamo toccarlo e sentirlo, scegliamo di ignorarlo. La realtà, tuttavia, è che il pensiero umano esiste, noi comunichiamo attraverso i pensieri, quindi è un vero fenomeno. La fonte della coscienza non è stata scoperta nello stesso modo in cui le onde elettromagnetiche sono state utilizzate per milioni di anni, ma è solo di recente che abbiamo creato un dispositivo per registrarle e mostrarle ad altre persone.

Quindi, in breve, non abbiamo ancora gli strumenti, o una macchina abbastanza accurata da raccogliere i tuoi pensieri e mostrarmeli. Nei prossimi due decenni, credo che si scoprirà che continuiamo ad esistere dopo la morte, e che la coscienza è di fatto un’entità indipendente…

Fonte: Goop – intervista al Dr Parnia


NDE: più reale della realtà…

Da uno studio condotto dal Dr. Greyson su 122 Ritornati risulterebbe che…

Le NDE sono esperienze lucide che cambiano la vita e che si verificano a persone che giungono in vicinanza della morte. A causa di alcune loro caratteristiche, come un miglioramento della coscienza nonostante siano compromesse le funzioni del cervello, sfidano la nostra comprensione del rapporto mente-cervello, per cui si pone la questione se siano frutto dell’immaginazione piuttosto che eventi reali.
Abbiamo perciò sottoposto al test del Memory Characteristics Questionnaire (questionario di caratteristiche di memoria) 122 sopravvissuti ad esperienze di quasi morte. I partecipanti hanno completato il test per tre ricordi diversi: quelli della loro esperienza di quasi morte, quelli relativi ad un evento reale vissuto circa allo stesso tempo e quelli per un evento che avevano immaginato. Il punteggio del questionario relativo alle NDE é risultato più alto per i ricordi di un evento reale, che a sua volta era superiore a quello dell’evento immaginato. Questi dati suggeriscono che le NDE vengono ricordate come più “realistiche” rispetto agli eventi reali o a quelli immaginati.

Fonte: sito del Dr Pisani


Vittorio Marchi, Fisica quantistica e spiritualità

(Vittorio Marchi, estratti dall’intervista “Fisica quantistica e spiritualità”,  Il Dottor Marchi è un ricercatore italiano nel campo della fisica quantistica, autore di importanti saggi anche a carattere divulgativo come “La scoperta dell’invisibile”, “La vertigine di scoprirsi Dio” e “La grande equazione – io, l’universo, Dio”).

Come e quando, da studioso di fisica, sono passato dalla “scienza” alla “coscienza”? Osservando che la materia, ovvero il fondamento della visione meccanicistica della realtà, che si credeva “solida”, densa, compatta e intangibile, perdendo la sua consistenza materiale, si trasformava sempre di più in un Pensiero. Quando? Considerando che noi fisici, ricercatori di un settore come quello del campo della fisica quantistica, confortati dagli studi delle neuroscienze, abbiamo scoperto al Cern di Ginevra che la “nuova sostanza primordiale”, base della formazione dell’universo, non è la “materia” (di cui si diceva sopra), bensì l’Informazione. Un Campo di Coscienza Universale, interamente intelligente. Un “Campo Energetico Unificato”, come lo definisce oggi la fisica e che un tempo, circa 5000 anni fa, il mistico indicava con il nome di “Akasha”. Il maestro è stato un libro, a lungo cercato, e poi il suo autore, grande amico di Enrico Fermi, che ha pensato bene di passarmi il “testimone”. Il punto di riferimento è stata la “caduta del mito di Dio e della Creazione”, determinata dal punto di incontro tra il misticismo orientale e la fisica quantistica. Finché la fisica non è scesa nei meandri del mondo subatomico, non è stato possibile comprendere le Sacre Scritture, e in particolare quelle dei testi himalayani. Quando invece è discesa nelle profondità dell’invisibile, ho scoperto che tempo e spazio perdevano di significato. La verifica mi è stata data dal fatto che il misticismo orientale ha percorso questa strada partendo dall’invisibile, mentre la scienza occidentale è partita dal grossolano del mondo materiale o visibile per incontrarsi con essa sul piano del “sottile”. Inevitabile, certo, che i pensieri meno ordinari che esprimo nei miei libri e nelle conferenze abbiano creato problemi in ambito accademico. La psicoscienza e in particolare la psicofisica hanno scoperto una novità piuttosto dura da digerire. La fisica quantistica sta dimostrando che quel mondo naturale che si credeva così materialmente reale sta svanendo nella “irrealtà” della sua consistenza fisica. E cosa fanno i nostri più illustri leader del conservatorismo scientifico per correre ai ripari? Dicono che la materia solida è qualcosa di stabile e che le regole che si applicano al mondo subatomico non si applicano al mondo macroscopico newtoniano. Dicono insomma che tra il micro e il macro esistono due diverse serie di leggi e di regole. Il che è falso, come dimostrano tutti gli esperimenti eseguiti da Anton Zeilinger, professore di fisica all’università di Vienna. Il quale è un esempio che fa eccezione alla regola. Il fatto è che ciò che ancora le varie accademie del mondo non accettano è che il mondo “spirituale” sia un prolungamento della scienza e ne rappresenti il suo completamento. Di qui l’ostracismo. In che modo le più recenti scoperte della fisica quantistica confermano le visioni mistiche dell’antichità presenti in modo simbolico negli archetipi delle mitologie, dell’alchimia, dell’astrologia, dei tarocchi? Il misticismo orientale afferma che Dio non è una entità, ma uno stato di consapevolezza, e che uno scienziato unidisciplinare non lo troverà mai, perché viaggia con il paraocchi. Per questo c’è stato un Gesù che con la sua missione storica si è speso molto per osservare che “tutto l’universo è figlio di una donna sterile”. Una metafora per indicare come tutta la creazione sia… Increata. Ma come fare per spiegare alla mente umana un concetto così impossibile da assimilare? Come fare ad illustrare che l’Universo è “inessente”, e che quindi non diviene, nel senso che non viene in essere, ma è? Per cercare una via di uscita al problema, il misticismo ha dovuto affidarsi al simbolo e al mito per esprimere un concetto di Assoluto Eterno che eliminasse l’idea dell’origine e della fine, della nascita e della morte delle cose e degli esseri umani. Ma il misticismo, tra archetipi, alchimie, astrologie e altro, mancava di un linguaggio adatto, di una “neolingua”, capace di trasferire quanto sperimentato interiormente (spiritualmente) all’esterno. Per questo la scienza (quantistica), pur arrivando in ritardo, ha avuto il grande merito di tradurre in un linguaggio elaborato, ideale e più adatto alla massa qualcosa che ha le dimensioni dell’“infinito”, per trasmettere tale “Informazione” alle capacità dell’intelletto umano. E allora, coincidendo con quanto affermato dalla verità mistiche millenarie, anche la fisica quantistica ha finito per concordare con i testi dei Veda e dei Vedanta nel dire che non esiste un “altrove” (relatività), bensì un “ovunque” (assoluto); non un luogo (spazio), ma la non-località; non un tempo, ma un “hic et nunc” (qui ed ora), sempre. Ecco perché oggi l’Oriente riconosce che “scienza e spiritualità sono come due gambe che consentono all’uomo di avanzare verso la meta”. Qual è il ruolo dell’essere umano nell’universo? Fondamentale. L’uomo è figlio di questo universo e questo universo è figlio dell’uomo. L’uno genera l’altro, come il seme l’albero e viceversa, in un apparente paradosso inesplicabile. Ognuna delle due “singolarità” non ha creato l’altra, altrimenti avrebbe duplicata se stessa, ma si è semplicemente riflessa (disuguaglianza simmetrica). “Tutto, assolutamente Tutto, è indissolubilmente e in continuità tra nucleo (uomo-particella) e Campo o Spazio Pensante” (“ondi-cella” – Coscienza/Vibrazione) (Schroedinger, 1958). La forma è solo un’area vibrazionale più densa del Campo Energetico Unificato. Pertanto, l’Osservato dipende dalla presenza dell’Osservatore. Lo scopo dell’universo, del resto, è quello di essere osservato. Senza l’osservatore non esiste l’universo – e, viceversa, l’osservato. Sono Uno. Altrimenti, se per assurdo così non fosse, la vita non sarebbe. Che cos’è il tempo? Esiste veramente o è una illusione mentale? Con l’osservazione, l’onda diventa corpuscolo. L’energia del Campo Unificato (intelligente) diventa materia. La materia si trasforma e produce il tempo e lo spazio (il momento e la posizione). Dunque il tempo nasce dalla trasformazione dell’energia in materia. Ma in realtà il tempo e lo spazio non esistono. Ci sono intervalli rapidissimi che sembrano succedersi in continuità tra una scomparsa e una apparizione di una particella e l’altra. Questi intervalli che sembrano susseguirsi in rapida successione sembrano andare a costituire il tempo. Ma così non è. Se il nostro occhio potesse avere un potere percettivo più veloce (più risolutivo), ci accorgeremmo che nulla fluisce e nulla scorre. Tutto è, anche se ciò sembra un ossimoro (paradosso); movimento è quiete – come diceva lo stesso Gesù (primo fisico quantistico ante litteram).

Solo ora, forse, si è incominciato a intravedere che il “nulla” o il “vuoto” di cui parlavano il “realizzato” himalayano o il Sufi islamico non stavano a indicare il “niente”, bensì il “pieno” di uno stato quantico vibrazionale, privo di spazio, di tempo e di materia, dal quale, secondo il modello di Vilenkin del 1982 della Tufts University, scaturisce il manifesto e ad esso ritorna eternamente, in un ciclo senza fine e senza inizio. Il limite del nostro ragionare è che esso è lineare e si snoda in un’unica direzione, secondo un orientamento unidirezionale come il presunto sviluppo del tempo, mentre nella realtà noi non vediamo che esso è “ossidato” dalla nostra incapacità di renderlo circolare. E ciò dipende dal fatto che noi crediamo che il nostro tempo di vita sia inferiore a quello dell’universo, dalla concezione che ci siamo fatti di essere una parte, e “da parte”, quindi marginali al Tutto, da cui ci sentiamo strappati, isolati e chiusi. Il giorno però che ci renderemo conto che stiamo ritornando al Tutto (Uno), da cui pensiamo illusoriamente di essere stati tolti (col Due, espresso dal mito della caduta), allora capiremo il perché abbiamo l’impressione che il tempo scorra sempre in avanti, verso il futuro (che non c’ è). E allora il tempo cesserà di esistere, perché tutto ciò che è nell’universo è già dentro di noi. Quale futuro immagino che la scienza possa riservare all’umanità e alla sua evoluzione spirituale? Grandi passi, se i ricercatori del futuro, uscendo dai loro schemi mentali meccanicistici, si orienteranno verso un tipo di ricerca che li vedrà occupati in veste di ricercatori “spirituali” nel campo del “sottile”, della coscienza cosmica e del Campo Unificato. Se riusciranno a superare quel “limen”, un punto liminale o limite di separazione, causato da una soglia sensoriale, psicofisiologica, che procura all’uomo l’illusione ottica di essere Altro dall’essere un unico con il Tutto e di non vedere che Osservatore e Osservato (come asserisce la fisica quantistica) sono Uno. Non per niente il termine “Uomo” deriva dal sanscrito “Manava”, a sua volta derivato da “Manas”, pensiero o “coscienza empirica”. Si tratta quindi di cominciare a riconoscere che esiste una realtà fatta di una certa identità presente tra uomo e cosmo, relazione che si va facendo sempre più stretta, fino ad essere sostenuta oggi dalla stessa Pnei (psico-neuro-endocrino-immunologia). E non è un caso che la stessa Università di Southampton (Regno Unito, altra eccezione) nell’ambito del progetto “Coscienza Umana” abbia lanciato un invito alla collaborazione internazionale per lo studio di “Aware”, connesso al processo conosciuto come “Awarness during Resuscitation”.

Fonte: libreidee – articolo rivisto da Upgrade-It.