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Articoli con tag “Upgrade It

Crysis Remastered in arrivo…

Sempre più insistenti le voci che danno un remaster di Crysis quasi certo…

il video qui su lo abbiamo aggiunto per stimolare i vostri sensi da giocatori Pc, chiaro che non è riferente al remaster di cui stiamo parlando. Il video qui su riporta un “Crysis mod” effettuato/e da appassionati.

Il video che invece svelerebbe per la seconda volta un possibile remaster di Crysis è il seguente:

Da un articolo di Hardware Upgrade :

“Per la seconda volta, Crytek ha fatto riferimento a una nuova versione di Crysis. Con la nuova generazione di console alle porte, un remake/remaster di uno dei giochi tecnicamente migliori di sempre è inevitabile…

Nel nuovo video di presentazione del CryEngine, Crytek fa (di nuovo) riferimento al ritorno di Crysis. Il video fa una carrellata dei giochi realizzati con CryEngine negli ultimi dieci anni, per poi mostrare la scritta “Non si smette di migliorare”. Dopo di che, al culmine della sequenza, ecco le immagini del primo Crysis. Con la prossima generazione di console all’orizzonte, non c’è momento migliore per rimasterizzare Crysis e sfruttare la piena capacità hardware di PS 5 e Xbox Serie X.

Il franchise è sempre stato punto di riferimento nell’evoluzione della grafica e il rilascio di nuovi hardware darà a Crytek la possibilità di mettere in mostra ancora una volta sé stessa e il suo motore grafico.”

E noi su quest’ultimo punto aggiungiamo… sperando che lo faccia prendendo come principale riferimento l’hardware dei Personal Computer e non le Console!

Continua così l’articolo…Un remake/remaster sembra inevitabile. Anche perché Electronic Arts, che al momento controlla il brand Crysis, ha già confermato di essere al lavoro “su emozionanti remaster dei giochi più amati dai fan” con riferimento specifico a due nuovi titoli in sviluppo presso team di terze parti. Inoltre, non è la prima volta che Crytek fa un velato riferimento al ritorno di Crysis. In un trailer tecnologico dello scorso settembre c’era un riferimento al primo Crysis simile a quello di cui ora stiamo parlando”.

Fonte: Hardware Upgrade

Aggiornamenti oggi 13.04.2020…

Altra ipotesi che una Remastered sia in fase di sviluppo arriva dalla pagina ufficiale di Crysis. Gli sviluppatori hanno infatti aggiornato questa pagina durante il primo di Aprile inserendovi l’eroe originale: Jake “Nomad” Dunn.

Sito di Crysis  qui

In un’altra circostanza, a causa del giorno in cui c’è stato questo test “aggiornamento”, l’ipotesi sarebbe caduta nell’impossibilità; questo soprattutto dopo che il sito Spieltimesha trovato nel codice della pagina la dicitura “Pesce d’aprile” come potete vedere qui di seguito.

Crisis Remastered

Il dato più importante (e che avvalora il tutto) risale a poche ore fa e arriva proprio dalla pagina ufficiale Twitter di Crysis. Sarebbe stato infatti pubblicato un post “teaser” con la semplice dicitura “Receiving Data”. Con questo semplice post i fan si sono infatti scatenati, tra post di Hype ed altri più scherzosi riguardo a quali PC saranno in grado di farlo girare a piena potenza…

Crysis

@Crysis

RECEIVING DATA

Qui il post su Twitter e la discussione in merito…
Speriamo dunque di ricevere al più presto novità al riguardo e che la Remastered di Crysis diventi presto realtà su Pc.
Aggiornamento del 16.04.2020

Praticamente ufficiale, Crysis Remastered è realtà!

Crysis Remastered 


Mettiamo il turbo a Windows 10

Mettere il turbo a Windows 10? Si è possibile… grazie a un aggiornamento di Windows 10, ma come vedrete da questa guida il turbo lo metterete principalmente al vostro Hardware.

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Ultimate Performance Power (prestazioni eccellenti in italiano) è il nuovo piano energetico che Microsoft ha introdotto in Redstone 4 e oggi vediamo come abilitarlo in tutte le edizioni di Windows 10:

questo nuovo  piano energetico di Windows 10 è studiato appositamente per garantire le massime prestazioni del PC a scapito dell’autonomia che viene piuttosto ridotta(ad esempio nei notebook). Secondo Microsoft, questa nuova modalità energetica offre non solo prestazioni massime assolute ma elimina anche del tutto le microlatenze associate a tecniche di gestione dell’energia. Sfortunatamente Microsoft ha reso disponibile tutto ciò solamente per Windows 10 Pro for Workstation, una particolare versione del sistema operativo dedicata ai computer di classe Workstation.

Ma…

Upgrade It vi spiega come abilitare l’Ultimate Performance Power anche nelle altre edizioni di Windows 10 indubbiamente più diffuse; in questo modo potrete spingere al massimo la potenza del vostro PC per effettuare determinati lavori che richiedono delle risorse maggiori rispetto alla norma (es. gaming ed editing video):

Assicurati di aver aggiornato il tuo PC con Windows 10 versione 1803. Puoi verificarlo in Impostazioni > Sistema > Informazioni. 

  • Ora, apri Impostazioni > Sistema > Alimentazione e sospensione > Impostazioni alimentazione aggiuntive.Abilitare-la-modalità-Ultimate-Performance-in-Windows-10
  • A questo punto, espandi l’opzione che dice “Mostra combinazioni aggiuntive”. Se non vedi la Modalità prestazioni eccellenti, segui i passaggi successivi;
  • Apri il prompt dei comandi come amministratore: per farlo digitare nel box di ricerca di Cortana CMD e cliccare col tasto destro del mouse scegliendo Esegui come Amministratore, cliccare Si se viene chiesto il Controllo dell’account utente.
  • Nel prompt dei comandi quindi, copia il seguente comando: powercfg -duplicatescheme e9a42b02-d5df-448d-aa00-03f14749eb61 
  • e premi Invio;
  • Ora apri di nuovo Impostazioni > Sistema > Alimentazione e sospensione > Impostazioni alimentazione aggiuntive e seleziona il piano di potenza per prestazioni eccellenti.Devi sapere che… nella modalità prestazioni eccellenti succede questo:
  • L’hard disk non va in sospensione.
  • La frequenza del timer di Javascript è al massimo.
  • Ibernazione e Sospensione sono disattivati.
  • Stato del processore, Criteri di raggruppamento, velocità massima del processore sono al massimo.

La teoria quantistica supporta concetti trovati nelle NDE

I principi della fisica quantistica e della meccanica quantistica supportano concetti trovati nelle NDE tra cui:

Per tradurre le pagine Wikipedia dall’inglese all’italiano qui su linkate, usate Google  traduttore per mezzo del browser Chrome.

Fonte: Kevin R. Williams


L’esperienza di lavoro di Penny Sartori, raccontata da un collega.

Abbiamo giá pubblicato articoli su Penny Sartori, che prima come infermiera e poi quale Dottoressa ha avuto modo di fare importanti esperienze sul campo delle NDE, esperienza che in questo articolo è stata raccontata dal punto vista di suoi colleghi:

“in questo articolo racconteremo l’esperienza di una collega inglese Penny Sartori, che ha lavorato per oltre 20 anni in unità di terapia intensiva degli ospedali gallesi Singleton e Morriston, raccogliendo delle esperienze professionali “particolari”.

Sono proprio questi luoghi di cura (cure palliative o di terapia intensiva) degli ospedali che avendo uno stretto rapporto con la morte, danno luogo a numerose esperienze che sfuggono a qualsiasi spiegazione razionale. Pazienti che intuiscono il momento esatto in cui moriranno, altri che sembrano decidere da sé il giorno e l’ora, affrettando o ritardando la morte, sogni premonitori di familiari o presentimenti di terze persone che senza neanche sapere che qualcuno è ricoverato o ha subito un incidente sono sicuri che sia morto.

Solo i professionisti sanitari, soprattutto infermieri che assistono il paziente fino all’ultimo secondo della loro vita, quindi lavorando da vicino con i pazienti terminali conoscono in prima persona la portata e la varietà di queste strane esperienze. Molti ne parlano ma pochi hanno approfondito studi su questo fenomeno. Infatti molte volte passano come eventi paranormali o soprannaturali perché la scienza non è stata capace di offrire alcun tipo di risposta. Un’etichetta “troppo vaga per la grandezza di queste esperienze”, secondo l’infermiera britannica Penny Sartori. Inizialmente scettica sul fenomeno, Penny Sartori ne è tuttavia stata testimone così tante volte (nel suo ruolo di infermiera) da sentire il bisogno prima di studiarlo a fondo e poi di descriverlo. E ha scoperto che si tratta di un’esperienza cruciale, capace di cambiare in maniera profonda chi la vive, indipendentemente dalle sue credenze. E capace anche di insegnarci qualcosa di molto importante sulla vita e sul coraggio col quale bisogna affrontarla.

Una carriera sufficientemente solida per aver visto di tutto, intuire standard ed elaborare ipotesi su questi fenomeni. Pensieri raccolti in un libro “Oltre il confine della vita”, Penny Sartori racconta che cosa sono le “near death experiences” (esperienze di pre-morte) come hanno influito su chi le ha vissute come si verificano cosa dice la scienza al riguardo e ci fa capire perché il loro messaggio positivo ci aiuta a vivere meglio, perché non bisogna “temere” quello che ci aspetta, perché possono aiutare a superare la paura della morte.

“Allucinazioni” condivise da familiari

Nel corso della sua carriera, la Sartori ha incontrato pazienti che hanno vissuto esperienze vicine alla morte (EVM) e familiari che hanno vissuto da vicino esperienze di morte condivisa (EMC). La quantità e la ripetizione degli standard fa sì che l’infermiera scarti l’ipotesi della casualità o dell’impossibilità di trovare un ragionamento logico per questo diffuso fenomeno.

Tra il 70 e l’80% dei pazienti aspetta di stare solo nella stanza prima di morire.

La tesi principale della Sartori è che “il nostro cervello è indipendente dalla coscienza. È il mezzo per canalizzarla, per cui in realtà è fisicamente estranea al corpo”. Un’idea che spiegherebbe, perché “l’anima e la coscienza possono sperimentarsi al margine del corpo”, come nelle EVM o nella meditazione buddista.

Gli esempi di cui la Sartori si avvale nel suo libro sono molto numerosi, ma tutti coincidono in genere nel fatto che i pazienti che vivono le EVM sono sempre quelli che abbracciano la morte nel modo più tranquillo e felice, come i familiari che presentono la morte dei propri cari. Perché? In base agli incontri che ha avuto con questi ultimi, è dovuto al fatto che sono convinti che si tratti solo della fine della vita terrena.

Al margine del fatto che siano persone credenti, agnostiche o atee, tutte sperimentano il sogno o la visione di come il familiare se ne andrà da questo mondo guidato da qualcuno (coniugi già defunti, esseri anonimi o angeli) e con una chiara sensazione di “pace e amore”. All’inizio, riferisce la Sartori, “mi colpiva il fatto che alcuni familiari dei defunti non si sentissero tristi dopo aver diagnosticato la morte del proprio caro, ma parlandoci mi sono resa conto che in realtà erano tranquilli per il fatto di aver sperimentato questa sensazione di trascendenza della vita”.

Scegliere il momento “più appropriato” per morire

Non è il caso degli esempi di persone che sapendo quando moriranno chiedono di restare qualche minuto da soli o lo fanno proprio quando il familiare, che rimane tutto il tempo al loro fianco, li abbandona solo un momento per andare in bagno. Altri casi che richiamano l’attenzione allo stesso modo sono quelli delle persone che muoiono subito dopo aver visto un familiare che tardava ad andare a trovarli perché era all’estero, o quando terminano tutti i documenti relativi a eredità e assicurazioni sulla vita. “Sembrano attendere che avvenga un evento specifico per permettersi di morire”, ha riferito l’infermiera. La sensazione di trascendenza è sperimentata sia dai credenti che dagli agnostici o atei.

Il direttore del Tucson Medical Center John Lerma, specializzato in cure palliative, ha raccolto esempi molto simili a quelli citati dalla Sartori in Into the Light: Real Life Stories About Angelic Visits, Visions of the Afterlife, and Other Pre-Death Experiences (Nella Luce: Vere Storie di Vita su Visite Angeliche, Visioni dell’Aldilà e Altre Esperienze Pre-Morte, New Page Books). Secondo i suoi resoconti, tra il 70 e l’80% dei pazienti aspetta che i propri cari escano dalla stanza per morire.

La Sartori rifiuta di credere che queste esperienze siano motivate da allucinazioni. “Non è possibile che varie persone vedano la stessa cosa e siano capaci di descriverla in modo uguale se è davvero una percezione distorta della realtà”, ha indicato. Una tesi che si basa sulle famose teorie del professor Raymond Moody, che ha coniato il concetto di esperienze vicine alla morte alla fine degli anni Settanta del Novecento.

I suoi studi più innovativi si concentrano sulle esperienze condivise dalle persone che accompagnano coloro che si trovano in trance di morte. “Aprono una via completamente nuova di illuminazione razionale sulla questione della vita dopo la morte, perché le persone che comunicano queste esperienze sono sane. In genere sono sedute accanto al letto di morte di una persona cara quando sopravviene una di queste esperienze meravigliose e misteriose. E il fatto stesso che le persone non siano prossime alla morte invalida la clausola di esenzione. Visto che le loro esperienze non si possono attribuire a mancanze della chimica cerebrale, dovremo andare al di là di questa argomentazione”.

Nuove vie di studio

Il ricorso, “cinico” secondo la Sartori, a spiegare questo fenomeno a partire dalle disfunzioni cerebrali non si sostiene nemmeno con gli esempi di persone ricoverate con Alzheimer avanzato che all’improvviso recuperano la capacità di raziocinio.

“Si tratta di pazienti in uno stadio terminale della malattia, incapaci di articolare la parola, che in modo sorprendente iniziano a parlare con la massima coerenza, interagendo con gente che non è nella stanza e che spesso sono familiari defunti – ha spiegato la Sartori – in genere accade che dopo questa esperienza smettono di essere agitati e finiscono per morire con un sorriso sul volto, solitamente uno o due giorni dopo”.

Anche l’idea che queste visioni siano indotte dai farmaci non è accettata dalla Sartori, perché “questi provocano ansia, tutto il contrario di ciò che provano i pazienti”.

Nel suo libro, l’autrice sostiene che questo tipo di esperienze, raccolte nel corso di tutta la sua carriera, possono essere fondamentali per dimostrare l’esistenza di una vita dopo la morte, e che devono almeno aprire una nuova via di studio (come alcune che partono dalla fisica quantistica) per gli studi scientifici. Quello di cui dice di essere convinta è che “la morte non è terribile quanto la immaginiamo di solito….il paradiso non è un luogo, ma una condizione mentale presente in tutti noi. Dobbiamo soltanto scavarci dentro e trovarlo”.”

Articolo di Giuseppe Papagni.

Fonte: NurseTimes


I migliori giochi per Pc di sempre

In questi anni giochi per Pc ne sono usciti tantissimi e di anno in anno è molto difficile riuscire ad avere costantemente un’idea di insieme rischiando così di perdere un gioco che avremmo potuto giocare e che invece abbiamo “perso”.

In rete abbiamo trovato questa interessantissima classifica dei migliori Giochi per Pc usciti negli ultimi anni:

Classifica migliori giochi Pc

La fonte è Multiplayer.it

Se conoscete classifiche utili alternative a questa fatecelo sapere, aggiungeremo il link a questo articolo. Considerate che nella lista che abbiamo segnalato noi i giochi si distinguono per migliore qualità e non è determinante l’anno di uscita, infatti siamo al 2018 e primo nella lista attualmente è posizionato Half-Life 2. Multiplayer.it ha stilato la classifica considerando sia le valutazioni della loro redazione, che le valutazioni dei propri lettori. La quantità di giochi presenti nella lista è considerevole, inoltre ogni gioco è ben recensito.

In questo modo si potrà così giocare quel Gioco che avevamo “perso” anche a distanza di mesi o anni dalla sua uscita.


Intervista al Dr Parnia, nei prossimi due decenni credo si scoprirà che continuiamo ad esistere dopo la morte…

Ciò che l’evidenza suggerisce è che l’anima, il sé, la psiche, qualunque cosa tu voglia chiamarla, non si annichiliscono, anche se il cervello si è spento. Ciò suggerisce che parte di ciò che ci rende ciò che siamo – una parte che è molto reale – non è prodotta dal cervello. Invece, il cervello si comporta come un mezzo di mediazione tra il qui e “l’oltre”. Tutto ciò che non vediamo o non possiamo toccarlo e sentirlo, scegliamo di ignorarlo. La realtà, tuttavia, è che il pensiero umano esiste, noi comunichiamo attraverso i pensieri, quindi è un vero fenomeno. La fonte della coscienza non è stata scoperta nello stesso modo in cui le onde elettromagnetiche sono state utilizzate per milioni di anni, ma è solo di recente che abbiamo creato un dispositivo per registrarle e mostrarle ad altre persone.

Quindi, in breve, non abbiamo ancora gli strumenti, o una macchina abbastanza accurata da raccogliere i tuoi pensieri e mostrarmeli. Nei prossimi due decenni, credo che si scoprirà che continuiamo ad esistere dopo la morte, e che la coscienza è di fatto un’entità indipendente…

Fonte: Goop – intervista al Dr Parnia


NDE: più reale della realtà…

Da uno studio condotto dal Dr. Greyson su 122 Ritornati risulterebbe che…

Le NDE sono esperienze lucide che cambiano la vita e che si verificano a persone che giungono in vicinanza della morte. A causa di alcune loro caratteristiche, come un miglioramento della coscienza nonostante siano compromesse le funzioni del cervello, sfidano la nostra comprensione del rapporto mente-cervello, per cui si pone la questione se siano frutto dell’immaginazione piuttosto che eventi reali.
Abbiamo perciò sottoposto al test del Memory Characteristics Questionnaire (questionario di caratteristiche di memoria) 122 sopravvissuti ad esperienze di quasi morte. I partecipanti hanno completato il test per tre ricordi diversi: quelli della loro esperienza di quasi morte, quelli relativi ad un evento reale vissuto circa allo stesso tempo e quelli per un evento che avevano immaginato. Il punteggio del questionario relativo alle NDE é risultato più alto per i ricordi di un evento reale, che a sua volta era superiore a quello dell’evento immaginato. Questi dati suggeriscono che le NDE vengono ricordate come più “realistiche” rispetto agli eventi reali o a quelli immaginati.

Fonte: sito del Dr Pisani


Vittorio Marchi, Fisica quantistica e spiritualità

(Vittorio Marchi, estratti dall’intervista “Fisica quantistica e spiritualità”,  Il Dottor Marchi è un ricercatore italiano nel campo della fisica quantistica, autore di importanti saggi anche a carattere divulgativo come “La scoperta dell’invisibile”, “La vertigine di scoprirsi Dio” e “La grande equazione – io, l’universo, Dio”).

Come e quando, da studioso di fisica, sono passato dalla “scienza” alla “coscienza”? Osservando che la materia, ovvero il fondamento della visione meccanicistica della realtà, che si credeva “solida”, densa, compatta e intangibile, perdendo la sua consistenza materiale, si trasformava sempre di più in un Pensiero. Quando? Considerando che noi fisici, ricercatori di un settore come quello del campo della fisica quantistica, confortati dagli studi delle neuroscienze, abbiamo scoperto al Cern di Ginevra che la “nuova sostanza primordiale”, base della formazione dell’universo, non è la “materia” (di cui si diceva sopra), bensì l’Informazione. Un Campo di Coscienza Universale, interamente intelligente. Un “Campo Energetico Unificato”, come lo definisce oggi la fisica e che un tempo, circa 5000 anni fa, il mistico indicava con il nome di “Akasha”. Il maestro è stato un libro, a lungo cercato, e poi il suo autore, grande amico di Enrico Fermi, che ha pensato bene di passarmi il “testimone”. Il punto di riferimento è stata la “caduta del mito di Dio e della Creazione”, determinata dal punto di incontro tra il misticismo orientale e la fisica quantistica. Finché la fisica non è scesa nei meandri del mondo subatomico, non è stato possibile comprendere le Sacre Scritture, e in particolare quelle dei testi himalayani. Quando invece è discesa nelle profondità dell’invisibile, ho scoperto che tempo e spazio perdevano di significato. La verifica mi è stata data dal fatto che il misticismo orientale ha percorso questa strada partendo dall’invisibile, mentre la scienza occidentale è partita dal grossolano del mondo materiale o visibile per incontrarsi con essa sul piano del “sottile”. Inevitabile, certo, che i pensieri meno ordinari che esprimo nei miei libri e nelle conferenze abbiano creato problemi in ambito accademico. La psicoscienza e in particolare la psicofisica hanno scoperto una novità piuttosto dura da digerire. La fisica quantistica sta dimostrando che quel mondo naturale che si credeva così materialmente reale sta svanendo nella “irrealtà” della sua consistenza fisica. E cosa fanno i nostri più illustri leader del conservatorismo scientifico per correre ai ripari? Dicono che la materia solida è qualcosa di stabile e che le regole che si applicano al mondo subatomico non si applicano al mondo macroscopico newtoniano. Dicono insomma che tra il micro e il macro esistono due diverse serie di leggi e di regole. Il che è falso, come dimostrano tutti gli esperimenti eseguiti da Anton Zeilinger, professore di fisica all’università di Vienna. Il quale è un esempio che fa eccezione alla regola. Il fatto è che ciò che ancora le varie accademie del mondo non accettano è che il mondo “spirituale” sia un prolungamento della scienza e ne rappresenti il suo completamento. Di qui l’ostracismo. In che modo le più recenti scoperte della fisica quantistica confermano le visioni mistiche dell’antichità presenti in modo simbolico negli archetipi delle mitologie, dell’alchimia, dell’astrologia, dei tarocchi? Il misticismo orientale afferma che Dio non è una entità, ma uno stato di consapevolezza, e che uno scienziato unidisciplinare non lo troverà mai, perché viaggia con il paraocchi. Per questo c’è stato un Gesù che con la sua missione storica si è speso molto per osservare che “tutto l’universo è figlio di una donna sterile”. Una metafora per indicare come tutta la creazione sia… Increata. Ma come fare per spiegare alla mente umana un concetto così impossibile da assimilare? Come fare ad illustrare che l’Universo è “inessente”, e che quindi non diviene, nel senso che non viene in essere, ma è? Per cercare una via di uscita al problema, il misticismo ha dovuto affidarsi al simbolo e al mito per esprimere un concetto di Assoluto Eterno che eliminasse l’idea dell’origine e della fine, della nascita e della morte delle cose e degli esseri umani. Ma il misticismo, tra archetipi, alchimie, astrologie e altro, mancava di un linguaggio adatto, di una “neolingua”, capace di trasferire quanto sperimentato interiormente (spiritualmente) all’esterno. Per questo la scienza (quantistica), pur arrivando in ritardo, ha avuto il grande merito di tradurre in un linguaggio elaborato, ideale e più adatto alla massa qualcosa che ha le dimensioni dell’“infinito”, per trasmettere tale “Informazione” alle capacità dell’intelletto umano. E allora, coincidendo con quanto affermato dalla verità mistiche millenarie, anche la fisica quantistica ha finito per concordare con i testi dei Veda e dei Vedanta nel dire che non esiste un “altrove” (relatività), bensì un “ovunque” (assoluto); non un luogo (spazio), ma la non-località; non un tempo, ma un “hic et nunc” (qui ed ora), sempre. Ecco perché oggi l’Oriente riconosce che “scienza e spiritualità sono come due gambe che consentono all’uomo di avanzare verso la meta”. Qual è il ruolo dell’essere umano nell’universo? Fondamentale. L’uomo è figlio di questo universo e questo universo è figlio dell’uomo. L’uno genera l’altro, come il seme l’albero e viceversa, in un apparente paradosso inesplicabile. Ognuna delle due “singolarità” non ha creato l’altra, altrimenti avrebbe duplicata se stessa, ma si è semplicemente riflessa (disuguaglianza simmetrica). “Tutto, assolutamente Tutto, è indissolubilmente e in continuità tra nucleo (uomo-particella) e Campo o Spazio Pensante” (“ondi-cella” – Coscienza/Vibrazione) (Schroedinger, 1958). La forma è solo un’area vibrazionale più densa del Campo Energetico Unificato. Pertanto, l’Osservato dipende dalla presenza dell’Osservatore. Lo scopo dell’universo, del resto, è quello di essere osservato. Senza l’osservatore non esiste l’universo – e, viceversa, l’osservato. Sono Uno. Altrimenti, se per assurdo così non fosse, la vita non sarebbe. Che cos’è il tempo? Esiste veramente o è una illusione mentale? Con l’osservazione, l’onda diventa corpuscolo. L’energia del Campo Unificato (intelligente) diventa materia. La materia si trasforma e produce il tempo e lo spazio (il momento e la posizione). Dunque il tempo nasce dalla trasformazione dell’energia in materia. Ma in realtà il tempo e lo spazio non esistono. Ci sono intervalli rapidissimi che sembrano succedersi in continuità tra una scomparsa e una apparizione di una particella e l’altra. Questi intervalli che sembrano susseguirsi in rapida successione sembrano andare a costituire il tempo. Ma così non è. Se il nostro occhio potesse avere un potere percettivo più veloce (più risolutivo), ci accorgeremmo che nulla fluisce e nulla scorre. Tutto è, anche se ciò sembra un ossimoro (paradosso); movimento è quiete – come diceva lo stesso Gesù (primo fisico quantistico ante litteram).

Solo ora, forse, si è incominciato a intravedere che il “nulla” o il “vuoto” di cui parlavano il “realizzato” himalayano o il Sufi islamico non stavano a indicare il “niente”, bensì il “pieno” di uno stato quantico vibrazionale, privo di spazio, di tempo e di materia, dal quale, secondo il modello di Vilenkin del 1982 della Tufts University, scaturisce il manifesto e ad esso ritorna eternamente, in un ciclo senza fine e senza inizio. Il limite del nostro ragionare è che esso è lineare e si snoda in un’unica direzione, secondo un orientamento unidirezionale come il presunto sviluppo del tempo, mentre nella realtà noi non vediamo che esso è “ossidato” dalla nostra incapacità di renderlo circolare. E ciò dipende dal fatto che noi crediamo che il nostro tempo di vita sia inferiore a quello dell’universo, dalla concezione che ci siamo fatti di essere una parte, e “da parte”, quindi marginali al Tutto, da cui ci sentiamo strappati, isolati e chiusi. Il giorno però che ci renderemo conto che stiamo ritornando al Tutto (Uno), da cui pensiamo illusoriamente di essere stati tolti (col Due, espresso dal mito della caduta), allora capiremo il perché abbiamo l’impressione che il tempo scorra sempre in avanti, verso il futuro (che non c’ è). E allora il tempo cesserà di esistere, perché tutto ciò che è nell’universo è già dentro di noi. Quale futuro immagino che la scienza possa riservare all’umanità e alla sua evoluzione spirituale? Grandi passi, se i ricercatori del futuro, uscendo dai loro schemi mentali meccanicistici, si orienteranno verso un tipo di ricerca che li vedrà occupati in veste di ricercatori “spirituali” nel campo del “sottile”, della coscienza cosmica e del Campo Unificato. Se riusciranno a superare quel “limen”, un punto liminale o limite di separazione, causato da una soglia sensoriale, psicofisiologica, che procura all’uomo l’illusione ottica di essere Altro dall’essere un unico con il Tutto e di non vedere che Osservatore e Osservato (come asserisce la fisica quantistica) sono Uno. Non per niente il termine “Uomo” deriva dal sanscrito “Manava”, a sua volta derivato da “Manas”, pensiero o “coscienza empirica”. Si tratta quindi di cominciare a riconoscere che esiste una realtà fatta di una certa identità presente tra uomo e cosmo, relazione che si va facendo sempre più stretta, fino ad essere sostenuta oggi dalla stessa Pnei (psico-neuro-endocrino-immunologia). E non è un caso che la stessa Università di Southampton (Regno Unito, altra eccezione) nell’ambito del progetto “Coscienza Umana” abbia lanciato un invito alla collaborazione internazionale per lo studio di “Aware”, connesso al processo conosciuto come “Awarness during Resuscitation”.

Fonte: libreidee – articolo rivisto da Upgrade-It.


NDE – Coscienza Oltre la Vita, Pim Van Lommel

Chi è il Dottor Pim Van Lommel?

Ha studiato medicina all’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, specializzandosi in cardiologia. Dal 1977 al 2003 ha lavorato come cardiologo al “Rijnstate Hospital” di Arnhem. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni relative alla cardiologia.

A partire dal 1986, per più di vent’anni ha studiato le NDE in pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco. Nel 2001, insieme ai suoi collaboratori, ha pubblicato uno studio relativo alle NDE sulla rivista medica “The Lancet”. Nel 2007 ha pubblicato il libro “Eindeloos Bewustzijn: een wetenschappelijke VISIE op de Bijna-Dood ervaring” (“Coscienza senza fine – un approccio scientifico alle esperienze di pre-morte”), bestseller tradotto in tedesco (2009), inglese (2010), polacco (2010), francese (2012), spagnolo (2012) e italiano (2017). L’edizione inglese, dal titolo “Consciousness Beyond Life, The Science of the Near-Death Experience”, ha ottenuto nel 2010 il “Network Book Prize Award” del “Medical and Scientific Network”. Ritiene che le NDE non possano essere spiegate con l’immaginazione, le psicosi o la mancanza di ossigeno. Le NDE, definite anche esperienze di pre-morte, sono per Van Lommel esperienze profonde che cambiano radicalmente la personalità dei pazienti. Il cardiologo olandese pensa che le teorie sui rapporti tra cervello e coscienza attualmente sostenute da una parte di medici, filosofi e psicologi, siano troppo limitate per poter spiegare adeguatamente i fenomeni di NDE. Ritiene inoltre che la coscienza non sempre coincida con le funzioni cerebrali, ma possa a volte essere sperimentata come separata dal corpo.


GamesIndustry – i giochi Pc più venduti di quelli Console. 

Le vendite dei giochi per PC, in particolare, incidono per il 28% rispetto al totale del mercato, mentre tutte le console occupano una fetta pari al 29%. Dunque, se si confronta il PC con le singole console diventa evidente come il mercato PC sia in salute e particolarmente redditizio. Negli ultimi anni, d’altronde, sempre più produttori rilasciano le versioni PC dei giochi, anche nel caso di titoli storicamente legati al pubblico console, come i jrpg. Rimangono esclusi sostanzialmente solo i titoli first-party dei vari produttori di console.

Il PC gaming, secondo i dati di GamesIndustry, ha generato 32,3 miliardi di dollari nel 2017, con una crescita dell’1,4% rispetto allo scorso anno. Le vendite su PC avvengono soprattutto nel formato digitale (29,1 miliardi), lasciando le briciole alla controparte relativa al tradizionale formato scatolato. Naturalmente il mercato più grande è quello mobile, con una fetta del 43%.

Nel 2017, inoltre, nei soli Stati Uniti sono stati spesi 3,4 miliardi di dollari per l’acquisto di hardware legato ai videogiochi, con una crescita del 28% rispetto al 2016. La spesa per il software ammonta a 5,4 miliardi, con una crescita del 6%. Gli investimenti sui progetti di realtà virtuale sono di 893 milioni, per AR/MR di 808 milioni.

L’infografica sottolinea la crescita anche degli eSport, del Live Streaming, delle fiere di settore, di Tencent in Cina, oltre che il successo di altri giochi con 85 milioni di copie vendute.

Fonte: http://www.hwupgrade.it


Evento – Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands x Pc in free weekend

Ghost Recon Wildlands in prova

L’evento:
– apre il 12.10.17

– chiude  il 15.10.17


​Windows 10 Fall Creators Update, Game Mode


Il prossimo major update arriverà il 17 ottobre, portando con sé un nuovo linguaggio stilistico su alcuni elementi dell’interfaccia grafica chiamato Fluent Design. Ci sono novità anche per il gaming, con la nuova Game Mode che concentrerà le risorse del sistema sui videogiochi in esecuzione, e miglioreranno anche le feature Windows Ink e OneDrive.


Windows 10, al via il Game Mode

Microsoft sta per introdurre una Game Mode volta a ottimizzare il sistema operativo in modo da assegnare tutte le risorse ai videogiochi quando sono in esecuzione. 

“Quando viene abilitata la Game Mode:

le risorse di CPU e GPU avranno come priorità principale il gioco in esecuzione”, si spiega nel video  rilasciato da Microsoft. L’obiettivo finale della nuova modalità è ovviamente quello di migliorare il più possibile il frame rate e la stabilità.

 

Game Mode PcQui la guida x il Game Mode

Microsoft sta inoltre rifinendo alcune funzionalità espressamente dedicate ai videogiochi interne a Windows. Tra queste una toolbar chiamata Game Bar, che i giocatori potranno attivare con la combinazione di tasti “Windows + G”. Tramite la Game Bar sarà possibile catturare screenshot, registrare filmati di gioco e fare lo streaming su Beam, il competitor di Twitch in casa Microsoft. Dal pannello di controllo, inoltre, gli utenti potranno configurare diversi parametri della Game Mode.

La Game Mode dovrà essere abilitata gioco per gioco. Per farlo bisognerà aprire la Game Bar, accedere al menù di impostazioni dei giochi e spuntare la casella associata al gioco in esecuzione, permettendo così a quest’ultimo di sfruttare la Game Mode. Microsoft dice che questa procedura potrà essere automatizzata per alcuni giochi, ma che non tutti in questo momento sono in grado di abilitare automaticamente la nuova funzionalità.


Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy

Qwant
Qwant un nuovo motore di ricerca europeo(i server della piattaforma sono in Europa), la sua peculiarità è quella di non tracciare il comportamento degli utenti.  Rispetta la privacy.
Ieri a Milano vi è stata la presentazione ufficiale. Eric Leandri, fondatore di Qwant, ha spiegato alla stampa che viene attuata una anonimizzazione dell’indirizzo IP e dell’agent ID di ogni utente. Il modello di business è esclusivamente basato sul canale di shopping, il marketplace di giochi e musica, e le inserzioni pubblicitarie.
Qwant: Lite
Un’altra qualità del progetto è quella di aver realizzato Qwant Junior, un motore di ricerca per i bambini che filtra tutti i contenuti potenzialmente pericolosi. La versione EDU, per ora solo francese, invece si rivolge direttamente a insegnanti e studenti. Qwant è disponibile anche in versione mobile per Android e  IOS.
Qwant Junior: Junior
Sito ufficiale: Qwant

Pc DeskTop, Windows OS forza dominante. Più del 90% dei Pc DeskTop è Windows

L’evoluzione del mercato dei PC tradizionali continua. Nel corso del mese di settembre ci sono stati piccoli ma significativi cambiamenti, che hanno portato macOS oltre la soglia del 6% e fotografano Linux ancora sopra il 3%.

La forza dominante rimane Windows, che si mantiene al 90,61% secondo quanto riportato da Netmarketshare. Il sistema operativo di Microsoft detiene una stretta molto salda sul mercato, con Windows 10 che cresce al 29% (dal 27,99%), Windows 7 che scende al 47,21% (dal 48,43%) e sia Windows XP che Windows 8.1 che vanno al di sotto del 6% (rispettivamente al 5,69% e al 5,89%).

MacOS conosce invece una crescita che sfiora il mezzo punto percentuale rispetto al mese precedente: dal 5,94% si passa infatti al 6,35%. Il dato non è un massimo storico (era al 9,57% nell’aprile 2016) e rientra nelle normali fluttuazioni che il sistema operativo vive nei vari periodi dell’anno; con l’arrivo della nuova versione macOs High Sierra sarà necessario analizzarne la diffusione e la rapidità di installazione da parte dell’utenza per trarre delle conclusioni.

Discorso differente, invece, per Linux. Il sistema del Pinguino è stato storicamente relegato a una posizione di netta minoranza, spesso sotto il punto percentuale; negli ultimi anni ha conosciuto una rinascita che l’ha portato – secondo alcune stime – sopra il 2% a livello mondiale.

Nel corso del mese di agosto era stata riscontrata una crescita anomala: Linux era stato quotato al 3,37% Durante il mese di settembre tale dato è calato al 3,04%, ma non è curiosamente sceso sotto la soglia del 3%. L’analisi dell’evoluzione del mercato nei prossimi mesi ci dirà se i sistemi operativi con kernel Linux risulteranno effettivamente in crescita o se si sia trattato di una boutadeestemporanea.

Ultimo, ma non meno importante, è FreeBSD: per la prima volta il progetto nato dalle ceneri di UNIX viene rilevato da Netmarketshare. FreeBSD viene infatti quotato allo 0,1%. Meno fortunato il parente OpenBSD, che rimane saldamente ancorato allo 0,00%.

Fonte: http://www.hwupgradeit.it


Nioh, a breve anche su Pc

Nioh

Koei Tecmo ha annunciato a sorpresa che l’action RPG Nioh, già disponibile per PlayStation 4 da febbraio 2017, uscirà presto anche su Pc. La Complete Edition verrà resa disponibile in formato digitale su Steam a partire dal 7 novembre e come si evince dal titolo comprenderà i tre DLC usciti negli ultimi mesi: Drago del Nord, Onore Sprezzante e La Fine del Massacro. L’edizione per PC supporterà due modalità: “l’Action Mode”, con cui verranno garantiti i 60 frame al secondo stabili, e la “Movie Mode”, che supporterà la risoluzione a 4K.

Requisiti minimi:

  • OS: Windows 10 64bit, Windows 8.1 64bit, Windows 7 64bit
  • CPU: Intel Core i5 3550 o superiore
  • Memory: 6 GB RAM
  • GPU: NVIDIA GeForce GTX 780 VRAM 3GB o superiore, AMD Radeon R9 280 VRAM 3GB o superiore
  • DirectX: Version 11
  • Network: Broadband Internet connection
  • Storage: 100 GB di spazio libero

Evento – LawBreakers x Pc in prova su Steam

LawBreakers x Pc in prova su Steam:

L’evento:

apre il 29.09.17

– chiude  il 02.10.17

Evento chiuso.


PlayStation VR e Steam VR – Pc

Verso la metà di ottobre del 2016 Sony ha lanciato sul mercato il PlayStation VR e in breve tempo la comunità di videogiocatori ha scoperto il modo per far funzionare l’headset di Sony su PC attraverso Steam VR. Gli sviluppatori dello studio Trinus hanno infatti realizzato un programma non ufficiale, chiamato Trinus PSVR, ancora in fase embrionale, ma che consente già di raggiungere lo scopo, come si può vedere nel video qui sotto.

Come riporta Dark Side Of Gaming, Trinus PSVR aggiunge un supporto monoscopico per i giochi non-VR, un pulsante per disattivare lo scatolotto di PSVR, un fix per i colori invertiti, la possibilità di verificare se sono presenti aggiornamenti e una migliorata correzione delle lenti. Al momento il PSVR non può però funzionare con i controller di Oculus e HTC Vive ed è quindi necessario utilizzare un normale controller. Inoltre, è supportata una frequenza di aggiornamento di soli 60 Hz e ciò potrebbe portare più facilmente a fenomeni di motion sickness.

Fonte: Eurogamer.it


Pc, Steam VR e Sony

Steam VR anche per Ace Combat 7 e futuri? Vedremo, sarebbe fantastico… intanto però Sony  ha aperto alla sua realtà virtuale anche SteamVR  con Zone of Enders.

In questa seconda riedizione – Konami aveva già proposto una collection in alta defizione dei due Zone of the Enders ai tempi di PS3 e 360 – potremo pilotare Jehuty direttamente dalla cabina di pilotaggio e vivere l’intera esperienza in prima persona grazie alla compatibilità con PlayStation VR. Su PS4 Pro sarà inoltre possibile visualizzare il gioco a risoluzione 4K (probabile anche su Pc). Tra le altre novità un motore grafico migliorato e un comparto audio “next-gen” per sfruttare appieno il nuovo ambiente di gioco.

Zone of the Enders: The 2nd Runner Mars uscirà in primavera su PlayStation 4, PlayStation VR e a sorpresa, Pc e Steam VR. 


AMD XConnect™ Technology – Upgrade x Pc Notebook  

Uno dei principali limiti imposti sui notebook è quello di non poter fare l’upgrade dei componenti hardware. Questo non permette di sfruttare al meglio e il più possibile il proprio notebook, costringendoci spesso a rinunciare alle possibili migliorie nelle performance e nella qualità, che invece si potrebbero raggiungere se non vi fossero limiti imposti. I produttori di hardware stanno cercando di aggirare questo ostacolo producendo componenti utili proprio all’upgrade di questi Pc portatili. AMD, ad esempio, con XConnect ha dato la possibilità a chi possiede notebook con porta Thunderbolt 3 di aggiungere Schede Video AMD al proprio Pc portatile. Chiaramente la CPU del notebook non deve essere troppo obsoleta, altrimenti i vantaggi prestazionali sarebbero pochi o nulli. Le CPU comunque garantiscono in linea di massima una maggiore longevità e quindi nella maggior parte dei casi vale la pena fare l’upgrade del comparto grafico.

Attualmente le performance che si possono raggiungere con la tecnologia Thunderbolt 3 sono paragonaboli al 3.0 4x PCIEx.


Kaspersky Free x Pc ora disponibile

Come anticipato nel nostro articolo qui; Kaspersky Antivirus ha reso disponibile la sua versione Free x Pc.


Cresce il mercato dei Pc, le soluzioni da Gaming fanno da “percussore”

Dove va bene il mercato dei Pc? Nelle soluzioni per i videogiocatori. PC desktop e notebook per il gaming, assieme all’ecosistema delle periferiche e degli accessori, sono caratterizzati da tassi di crescita positivi secondi i dati raccolti da GfK.

Nel corso della prima metà del 2017 è stato il settore dei PC gaming ad andare in forte controtendenza con una crescita sostenuta. A livello globale, secondo i dati forniti da GfK, le vendite di soluzioni gaming desktop per il gaming sono aumentate del 55% nella prima metà del 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Dinamica simile per quanto riguarda le soluzioni notebook dedicate ai videogiocatori: in questo settore l’aumento delle vendite è stato pari al 24% sempre rispetto allo stesso periodo del 2016. Il mercato, così come indicato da GfK, ha inciso per vendite pari a 1,5 miliardi di Euro escludendo da questo il mercato nord americano.

Sono le regioni dell’Europa occidentale quelle che pesano maggiormente in termini di vendite, con il 44% del totale e una crescita dell’11% nel fatturato rispetto al corrispondente periodo del 2016. Le nazioni della regione Asia-Pacifico pesano per il 34% del totale e hanno registrato una crescita del 67% su base annuale, mentre per Europa orientale il peso è del 12% con una crescita annuale del 42%.

Il mercato del PC gaming ha registrato positive ricadute nelle vendite non solo per PC desktop e notebook, ma anche con riferimento agli accessori abbinati ai sistemi. In particolare GfK evidenzia l’impatto positivo registrato sulle vendite di schermi con caratteristiche tecniche specifiche per i videogiocatori, con un incremento del fatturato del 114% e una incidenza sul totale delle vendite di periferiche e accessori pari al 57%.

A trainare le vendite di notebook gaming la particolare evoluzione tecnologica che ha caratterizzato questa tipologia di prodotti nel corso degli ultimi anni: pannelli sempre più grandi, tecnologie come NVIDIA G-Sync e AMD Freesync, frequenze di refresh più elevate e tempi di risposta sempre più contenuti così da venire meglio incontro alle necessità tipiche dei videogiocatori.

Fonte: http://www.hwupgrade.it, rivisto da Upgrade It.


NDE, Pim van Lommel: “dopo aver ascoltato migliaia di persone credo che la morte non sia la fine di tutto”

Lo scienziato Dottor Pim van Lommel afferma: “2,5 milioni di italiani potrebbero aver vissuto esperienze di premorte”

Parla Pim van Lommel, il cardiologo olandese pluripremiato e noto per il primo studio mondiale sulle NDE (Near Death Experience): “Dopo aver ascoltato migliaia di persone credo che la morte non sia la fine di tutto”

14 Aprile, 2017

ROMA – “Da una luce calda e accogliente a un lungo tunnel, alle parole dei medici e degli infermieri indaffarati in sala operatoria, visti come se ci si trovasse fuori dal proprio corpo, con dettagli precisi sui ‘bip’ dei macchinari. I racconti delle esperienze di premorte sono intensi e scioccanti: “Secondo una recente indagine randomizzata, circa il 4% della popolazione occidentale sembra averle sperimentate, sarebbe a dire 2,5 milioni di italiani. Ebbene, dopo aver ascoltato migliaia di pazienti, e dopo gli studi scientifici condotti sui sopravvissuti ad arresto cardiaco, sono giunto all’inevitabile conclusione che la morte non è la fine della coscienza, ma solo un cambiamento di stato di coscienza”. Lo dice all’agenzia di stampa AdnKronos Salute Pim van Lommel, cardiologo olandese pluripremiato e noto per il primo studio mondiale sulle Nde (esperienze di premorte), pubblicato su The Lancet.

Van Lommel indaga da oltre 30 anni su questo momento delicato e particolarissimo, a cavallo tra vita e morte. La sua esperienza e i suoi studi si sono concretizzati in “Coscienza oltre la vita. La scienza delle esperienze di premorte”, un best seller internazionale ora pubblicato anche in Italia (Edizioni Amrita). “Quello che finisce con la morte è solo il nostro aspetto fisico. Non vi è inizio né ci sarà mai fine alla nostra coscienza”, dice l’esperto, raggiunto via email.

Ma che cos’è una Nde e perché può verificarsi? “Ci sono persone che sono sopravvissute a crisi in cui era in gioco la loro vita, che hanno raccontato di aver avuto esperienze coscienti straordinarie. Una premorte può essere definita come il ricordo di una serie di impressioni vissute durante uno speciale stato di coscienza, con diversi elementi comuni: un’esperienza fuori dal corpo, sensazioni piacevoli, la visione del tunnel, della luce, dei propri cari defunti, il passare in rivista la propria vita, e il ritorno cosciente nel corpo. L’arresto cardiaco (morte clinica), uno shock a seguito di emorragia (parti difficili), un insulto cerebrale o colpo apoplettico, un quasi affogamento o un’asfissia, ma anche malattie gravi, episodi di depressione, isolamento o meditazione” possono essere all’origine di queste esperienze.

Si tratta comunque sempre di un’esperienza trasformativa, “in quanto causa cambiamenti profondi nel modo di cogliere la vita, elimina la paura della morte e rafforza la sensibilità intuitiva”, prosegue van Lommel . Inoltre è “sempre più frequente: i malati che sopravvivono sono più numerosi, grazie alle moderne tecniche di rianimazione e al miglioramento delle cure per chi subisce un trauma cerebrale”. Per molti medici però la Nde “è ancora un fenomeno incomprensibile e sconosciuto, perché solleva molti interrogativi fondamentali: come si può avere una consapevolezza lucida all’esterno del corpo, proprio quando il cervello non funziona più, e il paziente è clinicamente morto?”.

“Sappiamo dai casi di esperienze fuori dal corpo, occasionali e verificabili durante il periodo di incoscienza, ma non nei primi né negli ultimi secondi di arresto cardiaco; tuttavia, dal punto di vista delle convinzioni mediche attuali – evidenzia l’esperto – non dovrebbe essere possibile una forma di coscienza durante l’arresto cardiaco e il coma profondo”.

Proprio per chiarire alcuni aspetti, “nel 1988 è partito in Olanda uno studio longitudinale sulle Nde: all’epoca non c’erano nel mondo altri studi longitudinali su larga scala su questo tema. La ricerca era stata progettata per includere tutti i pazienti con un infarto del miocardio acuto sopravvissuti a un arresto cardiaco in uno dei 10 ospedali olandesi partecipanti. Tutti i pazienti inclusi nello studio erano stati dichiarati ‘clinicamente morti’ – racconta van Lommel – Per morte clinica si intende il periodo di incoscienza causato da anossia, assoluta mancanza di ossigeno al cervello. Circostanze in cui, se non si procede alla rianimazione entro 5-10 minuti, i danni al cervello sono irreversibili e il paziente muore. Lo studio quindi è stato condotto su pazienti con un comprovato rischio di morte; erano nel primo stadio del processo di morte”.

La ricerca “prevedeva anche un gruppo di controllo, formato da pazienti che, pur essendo sopravvissuti ad un arresto cardiaco, non avevano ricordi del periodo di incoscienza. I dati di tutti i pazienti furono attentamente rilevati prima, durante e dopo la rianimazione. Il vantaggio di un progetto del genere era che tutte le procedure potevano essere definite in anticipo, escludendo così pregiudizi legati alla selezione. In 4 anni, tra il 1988 e il 1992, la ricerca studiò 344 pazienti successivi sottoposti a un totale di 509 rianimazioni riuscite”. Se i pazienti riportavano ricordi legati al periodo di incoscienza, alle loro esperienze veniva dato un punteggio in base all’indice Wcei (Weighted Core Experience Index). Maggiore era il numero di elementi che venivano riferiti, “più alto era il punteggio e più profonda era la Nde”, continua l’esperto.

“Scoprimmo – riporta van Lommel – che 282 pazienti (l’82%) non avevano alcun ricordo del periodo trascorso in incoscienza, mentre 62 (18%) riferirono di aver avuto una esperienza di premorte. Dei 62 pazienti dotati di ricordi, 21 (il 6%) ne avevano pochi; 18 avevano vissuto una premorte di moderata profondità, 17 una Nde profonda e 6 una molto profonda”. Ma cosa emerse dalle parole dei protagonisti? “La metà dei pazienti disse di essere stato consapevole di essere morto, e riferì emozioni positive; il 30% di aver vissuto l’esperienza del tunnel, osservato un paesaggio celestiale o incontrato persone decedute; all’incirca un quarto raccontò un’esperienza fuori dal corpo, di aver comunicato con ‘la luce’, e percepito colori; il 13% aveva passato in rassegna la propria vita e l’8% aveva percepito la presenza di un confine”.

“Cercammo una spiegazione per il fatto che solo alcuni ricordano il periodo trascorso in incoscienza – continua il ricercatore – Paragonammo quindi i dati che avevamo rilevato, confrontando i 62 pazienti che avevano avuto una esperienza di premorte con i 282 che non l’avevano avuta. Il grado di anossia cerebrale si dimostrò irrilevante, perché non potemmo riscontrare alcuna differenza fra pazienti il cui arresto cardiaco era stato molto lungo o molto breve. Non scoprimmo differenze neppure rispetto alla durata del periodo d’incoscienza, alla necessità o meno di intubare i pazienti particolarmente gravi. Stabilimmo anche che i farmaci non influivano in alcun modo, così come non influivano le cause psicologiche, per esempio il fatto di avere o meno paura della morte, sebbene influissero sulla profondità dell’esperienza”.

“Fummo dunque sorpresi nel non riuscire a trovare una spiegazione” medica. “La spiegazione psicologica era dubbia, perché la maggior parte dei pazienti non riferì di aver avuto paura di morire. Venne esclusa anche la spiegazione farmacologica. E’ stato grazie ai casi di percezione avvenuti durante la rianimazione – sottolinea van Lommel – che siamo arrivati all’inevitabile conclusione che tutti gli elementi dell’esperienza di premorte erano stati sperimentati durante l’arresto cardiaco, quando la circolazione sanguigna nel cervello era completamente assente”.

“Se ci si basa sulle scoperte e le conclusioni dei quattro studi longitudinali sulle Nde dei sopravvissuti a un arresto cardiaco e sugli studi neurofisiologici durante l’arresto cardiaco, vi sono buone ragioni per dedurre che la coscienza non sempre coincida con il funzionamento del cervello: un’accresciuta consapevolezza, con eventuali percezioni, può talvolta essere esperita separatamente dal corpo”. Per lo studioso ciò si spiega con l’ipotesi della coscienza ‘al di là del tempo e dello spazio’: “La funzione cerebrale dovrebbe essere paragonata a una ricetrasmittente, o a un’interfaccia, non diversamente dalla funzione di un computer. Non siamo consapevoli dell’enorme quantità di campi elettromagnetici da cui siamo costantemente circondati oltre che permeati. Diventiamo coscienti di quei campi elettromagnetici solo quando usiamo il cellulare o accendiamo la radio, la tv o il laptop”.

Insomma, alla luce di tanti anni di studio “non si può evitare di giungere alla conclusione che la coscienza sia sempre esistita e continui a esistere indipendentemente dal corpo, e che essa non abbia né inizio né fine”. Ma esistono prove oggettive di una premorte? “Sì – risponde van Lommel – e sono basate sull’aver potuto comprovare la veridicità di certi aspetti delle ‘esperienze fuori del corpo’, e sul momento in cui queste esperienze si sono prodotte durante la rianimazione cardio-polmonare. In una recente rassegna di 93 testimonianze di percezioni extracorporee potenzialmente verificabili e avvenute durante le premorti, si è scoperto che circa il 90% delle testimonianze riportate erano accuratissime: la verifica ha provato che tutte le percezioni avvenute durante il coma, l’arresto cardiaco o un’anestesia generale riferivano dettagli davvero accaduti; l’8% delle testimonianze conteneva solo piccoli errori e il 2% era del tutto errato”.



Fonte: la Repubblica.it, articolo rivisto da Upgrade It.


Anche Kaspersky offre la sua versione Free

Kaspersky antivirus gratis per tutti, è un’ottima notizia.

Kaspersky Free è stato appena lanciato in USA, Canada e alcuni Paesi asiatici. Offre una protezione di base per email e navigazione Web ed è dotato di aggiornamenti automatici e funzione di quarantena. A ottobre anche in Italia.
Roma – Arriva una versione completamente gratuita di quello che, a dispetto dei sospetti di implicazione nel caso Russiagate, è considerato il miglior software antivirale al mondo: Kaspersky. L’annuncio è stato dato da Eugene Kaspersky in persona sul suo blog ufficiale. Si tratta di un versione ridotta rispetto a quella Premium, ma con tutte le carte in regola: “l’indispensabile di cui nessuno sul pianeta dovrebbe fare a meno”, ha scritto Kaspersky.

Kaspersky Free è stato lanciato inizialmente negli USA, in Canada e in molti Paesi dell’area asiatico-pacifica, in occasione del ventesimo anniversario della società.
Nei prossimi mesi arriverà nel resto del mondo. A settembre in India, Hong Kong, Medio Oriente, Africa, Turchia e America Latina. A ottobre in Europa, Giappone e Corea del Sud. A novembre in Vietnam e Tailandia. Lo scorso anno il software antivirus è stato testato con successo in Russia, Ucraina e Bielorussia, in Cina e anche in alcuni Paesi scandinavi. La versione Free è stata installata su milioni di computer.

Secondo Kaspersky, la mossa di rendere gratuita la versione base del proprio software antivirus non avrebbe come obiettivo quello di aumentare la quota di mercato della società, sottraendo utenti ai competitor, bensì quella di rendere Internet un luogo più sicuro. “Grazie agli utenti di Kaspersky Free per aiutarci a salvare il mondo!”, scrive il fondatore dell’azienda. Come spiegato in una pagina del sito, la versione essenziale dell’antivirus Kaspersky protegge file, email e
web; dispone di aggiornamenti automatici, auto-difesa, quarantena e altro ancora. “Un arsenale che assicura una navigazione gradevole e sicura del Web”, afferma Kaspersky, “operando con chiavette USB e altri dispositivi portatili di memoria, protezione da phishing e file infetti”. Kaspersky Free è anche più leggero e veloce rispetto al fratello maggiore, di cui ricalca però la medesima tecnologia, basata sul ricorso alle tecniche di machine learning, intelligenza artificiale.

La versione Premium, denominata Kaspersky Total Security, al costo di circa 50 dollari comprende anche il Parental Control, la protezione per i pagamenti online e la connessione sicura VPN, che non sono invece presenti nella versione gratuita.

Si presenta per Avira Free un futuro “difficile”… quale sarà il miglior antivirus Free del 2018? Avira dovrà lasciare lo scettro? Staremo a vedere… vi terremo aggiornati.

Fonte: “Il punto informatico”

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